Qui le più fragili mie foglie, eppure quelle che dureranno più a lungo,
Qui velo e celo i miei pensieri che non mi piace rivelare,
Eppure essi mi rivelano più di ogni altra mia poesia.
Walt Whitman
Qui velo e celo i miei pensieri che non mi piace rivelare,
Eppure essi mi rivelano più di ogni altra mia poesia.
Walt Whitman
UnderConstruction
(pagina CulinAria, che non è una roba porno, ve lo dico:)
giovedì 20 giugno 2013
un filo sottile
E' un filo sottile
che divide
la paura di morire
dalla gioia di vivere
un filo sottile
divide
il bisogno di luce
dal timore del sole
un filo sottile
divide
la voglia di fuggire
e la necessità di restare
un filo sottile
mi divide
....e mi unisce....
mercoledì 12 giugno 2013
la misura del tempo che passa
oh ma io non mi sono accorta affatto che sono passati 47 anni....non ho le tette!
...
...
...
...
che culo!
:-O
[per ingrandire la misura clicca sulle immagini]
(ma sì, chissenefrega....balliamo:)
e poi
non solo fiori.....
... ma anche opere di bene, di buono..buonissimo!
(consiglio di cliccare per assagg... ehm.. per ingrandire)
("Quadro d'autore" di Montersino, ricetta rivisitata e corretta da Piero, QUI)
Grazie, Michela!!!!!
Maya, sei una bambina :)
lunedì 3 giugno 2013
Avvolgimi
Penetrami l'anima
Baciami il cuore
Raccontami la pelle
Respirami la carne
Toccami la mente
Carezzami le parole
A v v o l g i m i
n o n l a s c i a r m i f u g g i r e
Aria
eco del 24.01.2008 M.M.
foto: web
venerdì 24 maggio 2013
lunedì 13 maggio 2013
Ciciri e Tria: six is megl' che uan
Premessa
Questo post è anomalo. Per due ragioni.
Una
perché è lungo, lunghissimo (Piero non ridere, guarda che ti vedo! ti
giuro che in questo blog sono sintetica, poco sintattica e molto
accapodista, cioé scrivo quasi sempre con gli accapo e un rigo sì e uno
no, così il minipensiero sembra più grande). E poi, per la prima volta, parlo un po' di me, di cose vere :).
La seconda è che è un post culinario (ecco, post culinario mi fa meno ridere di pagina culinaria, per esempio. che poi sarebbe quella linkata qui su)
Quest'ultima anomalia credo non dispiaccia a nessuno, quindi non mi preoccupo.
Per
ovviare alla prima invece, ho previsto una sintesi (cioè basta omettere di leggere l'omissis e andare direttamente al cuore del post) ed una estrema
sintesi a fondo pagina, subito sopra le foto, decidete voi che fare, non si dica che non vado
incontro alle esigenze temporali dei miei lettori!
Fine premessa.
Omissis (eventuale)
Tutti,
chi più chi meno, hanno dei tabù, dei complessi, delle idiosincrasie. Io, per tantissimi anni, ho avuto un'avversione invalidante verso i
dolci, cioè, verso la fattura dei dolci, cioè non la loro fatturazione
ma verso la loro....insomma, fino a 5 anni fa non avevo mai fatto un
dolce in vita mia, né giammai avevo intenzione di farne. Tanto che
avevo chiesto a chi mi vuole bene "mi raccomando, se mai un giorno
dovessi cucinare un dolce, anche mignon, una briciola, un odore di
dolce, significa che sono proprio arrivata alla frutta (eccerto!), che
sono fuori, che non ci sto più con la testa, che sono esaurita, che sono
impazzita...insomma, è sicuramente sintomo di qualcosa di grave che mi
accade, ricoveratemi!".
Poi
5 anni fa, dopo tantissimi anni in cui avevo lottato col tempo, fra
lavoro, casa, famiglia, sport, passioni varie, rimango improvvisamente
senza lavoro. E ci rimango, senza lavoro, più o meno 3 anni.
All'improvviso mi ritrovo con un sacco di tempo a disposizione (per
dire, in realtà il tempo ha l'incredibile capacità di spandersi e
riempire tutti gli spazi temporali, anche quelli vuoti, sicché in
effetti non ne rimane mai, in ogni caso, lavoro o non. Questa segnatevela, mi raccomando).
Comunque,
quando una non lavora, sembra che si rigiri i pollici tra le mani o che
si gratti la panza tutto il giorno, e qualcuno si sente in diritto di
dare dei consigli su come occupare questo tempo (allora non avevo
ancora formulato la massima teoria tempospaziale di cui sopra, e quindi
quel qualcuno non s'era segnato niente). Quindi, Qualcuno, una bambina
bionda dagli occhi verdi, bella come il sole e furba come volpe, mi
dice: mamma, ora che hai tempo, che dici se mi fai un dolce?, una roba
semplice semplice, chessò, per esempio il rotolo alla nutella che faceva
sempre la vicina di casa che ci faceva schiattare con i profumi dei dolci
che faceva ogni giorno, lei, e che salivano su per le scale quando
abitavamo nell'altra casa, e io pensavo: peccato che la mia mamma non
abbia il tempo di farli pure lei.... però lo so mamma che è un tuo tabù,
un complesso, una diosiacchesia, quindi non insisto.....un rotolino alla
nutella.....facile facile.....però se non te la senti non insisto
mamma, anche se non sai fare i dolci e io per anni ho sofferto le pene
dell'inferno a sentire il profumo dei dolci venire dal piano di
sotto.... e poi qui nella nuova casa in effetti non c'è il piano di
sotto e non arrivano più neppure i profumi, e io soffro le pene dell'inferno a immaginarli, però fa niente.
eh, lo so lo so, una serpe, altro che volpe!
E
così, dopo giorni e giorni di lotta intestina fra me e me stessa e me
medesima e la sottoscritta (sono un condominio, io, cioè noi), telefono alla ex vicina di casa, e mi faccio
dare la ricetta. Quando la serp... ehm mia figlia è tornata da scuola e
ha aperto la porta ha sentito il profumo e si è messa a saltare per la
gioia, idem mio figlio qualche minuto dopo (non proprio idem, lui non saltava, e non
urlava, e non piangeva, troppo faticoso, ha detto "ah", sollevando
entrambe le sopracciglia, era felicissimo)
E' stato l'inizio.
Ora
sono fatturadeidolcidipendente. Se non faccio almeno una roba dolce al
giorno vado in crisi d'astinenza, a fine giornata, se non ho fatto niente che contenga almeno 100 gr. di zucchero, mi viene
l'orticaria, la nausea e l'ansia. Per non dire se mi accorgo, alle 11 di
sera, che ho finito le uova o lo zucchero o la farina! Oddiocomefacciotuttinegozichiusi! Mi vengono crisi
tonico-cloniche, penso che oddiocomefacciosenzauovazuccherofarina
(che alle 11 di sera cosa ci vuoi fare, che sei già quasi nella prima
fase rem, al più te lo sogni, di fare un dolce), una notte ho telefonato a mia madre, che mi ha risposto
spaventatissima, che succede che succede? niente mà, volevo solo sapere
se hai delle uova... (silenzio) anche solo un paio...(...) ce l'hai per caso???
....................... sì ce l'ho, dormono pure loro però...... ah
sì, scusa mà, era per sapere, buonanotte eh?
E così, dato fondo alle ricette delle vicine di casa, della mamma le zie le cugine fino al terzo grado, esaurite tutte le ricette di tutte le riviste di cucina accumulate in 27 anni di onorato servizio in cucina e le cui pagine dolci erano state scientemente ignorate negli anni antidolci, ho cominciato a guglare. Una discesa all'inferno. Provate a digitare una ricetta qualsiasi, anche la più semplice, la marmellata, solo 2 ingredienti frutta e zucchero. 1.258.743 risultati, tutte ricette diverse, tutte che si autoproclamano le migliori. Roba da gettarsi dal 10mo piano di un silos. Finivo per leggerle tutte ed elaborare la mia personalissima 1.258.744esima miglior ricetta. Una fatica esagerata, stavo cominciando a cercare il silos più vicino quando sono approdata da lui. Piero. Disceeee chi è Piero? Come, non sai chi è Ziopiero???? Giuro, non lo sapevo!
Cuore del post
Piero è un uomo che cucina. Sì, avete letto bene. Lui cucina. Ma non è uno chef, dio ci scampi. Che poi quelli vanno in televisione a dirti che se il risotto alle alghe dell'Alaska equatoriale non lo condisci con il pepe celestinorosapallido dell' Afurika Tshipembe, coltivato col metodo di Masanobu Fukuoka, colto solo nel solstizio d'autunno degli anni bimestrali dispari e macinato a mulino a vento, la tua cucina è una cacca. Nono lui è un uomochecucina vero! Cucina piatti fantastici, e sa tutto quello che sa, cioè tutto. Conosce il cibo, sa come metterlo insieme, è una sorta di Cupido degli ingredienti, li vede, li sceglie, li fa innamorare e li mette insieme, e lo fa così bene che dall'unione di questi cibi nascono dei piatti meravigliosi. Ma non si ferma mica qui. Ennonnò, lui poi ci racconta tutto. Ma proprio tutto, anche i particolari intimi, ci narra. Lui il cibo lo racconta, lo sceneggia, lo rappresenta, tutto condito con un'ironia travolgente e pure in varie lingue! La mia preferita però è la sua, il romano - Moooo so tenuto nbocca finadesso sto cescio e che faccio? Osputo sur più bello? e che dire di Pure er praticello sciaifatto! Cottutti i fiori!! e aho, famme sape' sitte serve 'nfotografo! che lui è bravissimo pure a fotografare. Lui sa tutto, di tutto, e lo dice in modo così entusiasmante e travolgente che a volte dice cose che io già so ma tanto mi sento in colpa di (già) saperle e tanto le so in modo anonimamente ordinario che me le dimentico apposta solo per il gusto di impararle da lui!
Piero è generosissimo e sempre disponibile, la sua mail è sempre aperta, sempre pronto a dare consigli, a rispondere a qualunque dubbio, sempre. Ah, lui è pure temutissimo, non è uno che fa complimenti aggratis, dice pane al pane vino al vino e capra alla capra, sinno famo come quelle che ariveno sur blog e te dicheno: brava bella ti adoro ti voglio bene bello il tuo ciambellone, sembra come quello vero! no, lui ti kazzia proprio! ma solo sitte lo meriti. A me una volta ha fatto un complimento, me lo sono incorniciato!!!!
E lui è un mito, in rete lo conoscono tutti, pure gugle, difatti se clicchi, chessòio, " pizza di solo farro" ti esce fuori lui che ti disceee che aaa pizza je devi menà! e difatti io ci sono finita pure, no a menà aaa pizza, nel suo blog, dico. E mi ci sono attaccata come una cozza allo scoglio, anche se lui non è nato scoglio :) (insomma lui è un mito e io il mitile:)
Semplicemente, lo adovo.
Anche perché da lui ho conosciuto Michela.
Michela è una ragazza spettinata, spettinata in testa e spettinata nelle emozioni , non potevo non innamorarmene subito, io che sono spettinata tutta, nelle risate, nei movimenti e nelle parole . Lei invece con le parole dipinge. E' incantevole il modo in cui coglie il particolare, lo dilata, lo illumina fino a renderlo visibile e naturale, come fosse un intero, ed infine lo sfuma, per illuminare un altro particolare. Lei il cibo lo canta. La sua cucina è poesia che si gusta, si ascolta, si assapora, si immagina, si guarda ed infine si desidera. Dipinge con le parole. Perché le parole per lei sono state un vizio, una dipendenza, un difetto di fabbrica. Uno sciame sempre in movimento in testa. Le inseguivo già da piccola, quando tuffavo il naso nei libri, o quando la sera, al buio nel letto, le parole mi scorrevano inarrestabili e non riuscivo a fermarle. Avevo sempre un pensiero da trattenere mentre il sonno, alla fine, mi vinceva sovrano. Le parole sono state viaggi. Appunti su quaderni. Macchie d'inchiostro disordinate. Una parola mi sembrava più bella di un'altra, un suono migliore di un altro. Ho scritto parole su scontrini, strappi di cartone, volantini: ferma al semaforo, seduta e disciplinata durante una fila dal dottore. C'è stato sempre nella mia vita un momento che sfuggiva e io che ne prendevo appunti: una canzone passata alla radio, i versi di una poesia recitata, uno stralcio di un film. E la mia mente annota. Annota sempre. Scrivo coi pensieri altri pensieri .
Dipinge le sue emozioni spettinate e il suo amore per la cucina. Ama il pane, e le farine, e impastare con le mani.
E così, dato fondo alle ricette delle vicine di casa, della mamma le zie le cugine fino al terzo grado, esaurite tutte le ricette di tutte le riviste di cucina accumulate in 27 anni di onorato servizio in cucina e le cui pagine dolci erano state scientemente ignorate negli anni antidolci, ho cominciato a guglare. Una discesa all'inferno. Provate a digitare una ricetta qualsiasi, anche la più semplice, la marmellata, solo 2 ingredienti frutta e zucchero. 1.258.743 risultati, tutte ricette diverse, tutte che si autoproclamano le migliori. Roba da gettarsi dal 10mo piano di un silos. Finivo per leggerle tutte ed elaborare la mia personalissima 1.258.744esima miglior ricetta. Una fatica esagerata, stavo cominciando a cercare il silos più vicino quando sono approdata da lui. Piero. Disceeee chi è Piero? Come, non sai chi è Ziopiero???? Giuro, non lo sapevo!
Cuore del post
Piero è un uomo che cucina. Sì, avete letto bene. Lui cucina. Ma non è uno chef, dio ci scampi. Che poi quelli vanno in televisione a dirti che se il risotto alle alghe dell'Alaska equatoriale non lo condisci con il pepe celestinorosapallido dell' Afurika Tshipembe, coltivato col metodo di Masanobu Fukuoka, colto solo nel solstizio d'autunno degli anni bimestrali dispari e macinato a mulino a vento, la tua cucina è una cacca. Nono lui è un uomochecucina vero! Cucina piatti fantastici, e sa tutto quello che sa, cioè tutto. Conosce il cibo, sa come metterlo insieme, è una sorta di Cupido degli ingredienti, li vede, li sceglie, li fa innamorare e li mette insieme, e lo fa così bene che dall'unione di questi cibi nascono dei piatti meravigliosi. Ma non si ferma mica qui. Ennonnò, lui poi ci racconta tutto. Ma proprio tutto, anche i particolari intimi, ci narra. Lui il cibo lo racconta, lo sceneggia, lo rappresenta, tutto condito con un'ironia travolgente e pure in varie lingue! La mia preferita però è la sua, il romano - Moooo so tenuto nbocca finadesso sto cescio e che faccio? Osputo sur più bello? e che dire di Pure er praticello sciaifatto! Cottutti i fiori!! e aho, famme sape' sitte serve 'nfotografo! che lui è bravissimo pure a fotografare. Lui sa tutto, di tutto, e lo dice in modo così entusiasmante e travolgente che a volte dice cose che io già so ma tanto mi sento in colpa di (già) saperle e tanto le so in modo anonimamente ordinario che me le dimentico apposta solo per il gusto di impararle da lui!
Piero è generosissimo e sempre disponibile, la sua mail è sempre aperta, sempre pronto a dare consigli, a rispondere a qualunque dubbio, sempre. Ah, lui è pure temutissimo, non è uno che fa complimenti aggratis, dice pane al pane vino al vino e capra alla capra, sinno famo come quelle che ariveno sur blog e te dicheno: brava bella ti adoro ti voglio bene bello il tuo ciambellone, sembra come quello vero! no, lui ti kazzia proprio! ma solo sitte lo meriti. A me una volta ha fatto un complimento, me lo sono incorniciato!!!!
Semplicemente, lo adovo.
Anche perché da lui ho conosciuto Michela.
Michela è una ragazza spettinata, spettinata in testa e spettinata nelle emozioni , non potevo non innamorarmene subito, io che sono spettinata tutta, nelle risate, nei movimenti e nelle parole . Lei invece con le parole dipinge. E' incantevole il modo in cui coglie il particolare, lo dilata, lo illumina fino a renderlo visibile e naturale, come fosse un intero, ed infine lo sfuma, per illuminare un altro particolare. Lei il cibo lo canta. La sua cucina è poesia che si gusta, si ascolta, si assapora, si immagina, si guarda ed infine si desidera. Dipinge con le parole. Perché le parole per lei sono state un vizio, una dipendenza, un difetto di fabbrica. Uno sciame sempre in movimento in testa. Le inseguivo già da piccola, quando tuffavo il naso nei libri, o quando la sera, al buio nel letto, le parole mi scorrevano inarrestabili e non riuscivo a fermarle. Avevo sempre un pensiero da trattenere mentre il sonno, alla fine, mi vinceva sovrano. Le parole sono state viaggi. Appunti su quaderni. Macchie d'inchiostro disordinate. Una parola mi sembrava più bella di un'altra, un suono migliore di un altro. Ho scritto parole su scontrini, strappi di cartone, volantini: ferma al semaforo, seduta e disciplinata durante una fila dal dottore. C'è stato sempre nella mia vita un momento che sfuggiva e io che ne prendevo appunti: una canzone passata alla radio, i versi di una poesia recitata, uno stralcio di un film. E la mia mente annota. Annota sempre. Scrivo coi pensieri altri pensieri .
Dipinge le sue emozioni spettinate e il suo amore per la cucina. Ama il pane, e le farine, e impastare con le mani.
Ho impastato quindi, maneggiando queste farine così profumate. L'impasto già da crudo profumava di fieno e di sole. Non vi dico invece quando il pane era in cottura, con questo profumo sparso in aria, accompagnato da una luce bellissima che veniva da fuori e che invadeva la cucina, da una giornata tersa, soleggiata e freddissima. Sfornare questo pane è stato meraviglioso. Tagliarlo e assaggiarlo, più tardi, è stato una gioia. Poi l'ho riposto in un sacchetto del pane, di quelli di carta, e l'ho appoggiato su un ripiano della cucina. La sera, prima di andare a dormire, ho bevuto il mio solito bicchiere d'acqua e passando ho rivisto il sacchetto. Ho avvicinato il naso e attraverso la busta di carta si sentiva prepotente quel profumo.
Ho sorriso.
Sì sì, sa proprio di fieno e di sole.
Lei ama il cioccolato! come non amare una ragazza che ama il cioccolato come lo ama lei?
Il cioccolato siete voi a sceglierlo. Voi, la vostra lingua, le vostre papille, i vostri sensi. E quindi per questo la scelta sarà assolutamente soggettiva. Quel sabato pomeriggio, in totale solitudine, ho scartato le mie cinque cioccolate.(...)
Lei ama il cioccolato! come non amare una ragazza che ama il cioccolato come lo ama lei?
Il cioccolato siete voi a sceglierlo. Voi, la vostra lingua, le vostre papille, i vostri sensi. E quindi per questo la scelta sarà assolutamente soggettiva. Quel sabato pomeriggio, in totale solitudine, ho scartato le mie cinque cioccolate.(...)
Il quarto senso che si coinvolge è l'udito, forse quello che mi ha entusiasmata di più. Si spezza la cioccolata. Sembra una cosa da niente, ma non lo è. Perché ogni cioccolata emetterà un suono diverso, quello snap che da una vertigine, almeno a chi come me ama i suoni. Io li ho anche registrati e le loro differenze sono incredibili!
Il quinto e ultimo senso coinvolto è, ovviamente, il gusto. Questa è la parte che dura di più e forse un po' più meticolosa. Non si mangia! Non si mastica! Si fa sciogliere, semplicemente. La cioccolata nella vostra bocca si scioglierà, farà rumore e sapore insieme, e a questo sapore potrete unire le sensazioni che avete avuto guardandola, toccandola, annusandola e spezzandola.
Insomma, lei è una che ama toccare, annusare, guardare, sentire. Leggo lei e tocco, annuso, guardo, sento. E mi attacco al suo blog come una cozza allo scoglio :)
Io, semplicemente, la adovo.
Bene! il post è in dirittura d'arrivo! per i pochi superstiti che sono arrivati fin qui,
in estrema sintesi
svelo finalmente il senso di questo post! Che è un post a 6 mani. Cioè abbiamo cucinato insieme, ognuno nella propria cucina, lo stesso piatto, ognuno con le proprie due mani. Un piatto salentino, dedicato a me (tanto lo so, che lo hanno voluto fare per me, la cozza attaccata ai loro scogli :), un piatto che facevamo per la prima volta tutt'e tre, anch'io, che lo avevo visto fare tante volte dalla mia mamma e che mi sembrava il piatto più buono del mondo, dove s'è vista mai la pasta che fa scrcccci scrccci? eccola, qui sotto!
Insomma, lei è una che ama toccare, annusare, guardare, sentire. Leggo lei e tocco, annuso, guardo, sento. E mi attacco al suo blog come una cozza allo scoglio :)
Io, semplicemente, la adovo.
Bene! il post è in dirittura d'arrivo! per i pochi superstiti che sono arrivati fin qui,
in estrema sintesi
svelo finalmente il senso di questo post! Che è un post a 6 mani. Cioè abbiamo cucinato insieme, ognuno nella propria cucina, lo stesso piatto, ognuno con le proprie due mani. Un piatto salentino, dedicato a me (tanto lo so, che lo hanno voluto fare per me, la cozza attaccata ai loro scogli :), un piatto che facevamo per la prima volta tutt'e tre, anch'io, che lo avevo visto fare tante volte dalla mia mamma e che mi sembrava il piatto più buono del mondo, dove s'è vista mai la pasta che fa scrcccci scrccci? eccola, qui sotto!
Cosa? Vi aspettavate un dolce? e perché mai? :)
no, è una pasta meravigliosa, se volete sapere come si fa io vi consiglio di andare a leggere
il post di Michela, che sarà senza dubbio più convincente del mio
e quello di Piero, che sarà senza dubbio più divertente
Se invece avete lo spirito del martire, e dopo aver letto tutto ed essere sopravvissuti, volete anche sapere come ho fatto io la mia Ciciri e Tria e volete vedere anche le loro foto cliccate qua sotto (come? avevo detto che il post era finito? ho barato per non spaventarvi troppo:), quindi
lunedì 6 maggio 2013
la golosa
Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.
Signore e signorine -
le dita senza guanto -
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!
Perché nïun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.
C’è quella che s’informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.
L’una, pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.
un’altra – il dolce crebbe -
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!
Un’altra, con bell’arte,
sugge la punta estrema:
invano! ché la crema
esce dall’altra parte!
L’una, senz’abbadare
a giovine che adocchi,
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare
sugga, in supremo annunzio,
non crema e cioccolatte,
ma superliquefatte
parole del D’Annunzio.
Fra questi aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro, di sciroppo,
di creme, di velluti,
di essenze parigine,
di mammole, di chiome:
oh! le signore come
ritornano bambine!
Perché non m’è concesso -
o legge inopportuna! -
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,
o belle bocche intatte
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di crema e cioccolatte?
Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.
(“Le golose” Guido Gozzano)
immagine: Hilda di Duane Bryers
mercoledì 17 aprile 2013
risvegli
Si alzano
immagini nascoste
dai sotterranei
del sogno.
Tutto
quanto emerge
dalle tenebre
del fiume
bianco blu-verde.
Nella nebbia
grigia
aleggia
la figura
di sentimenti
surreali
e
la possibilità
di colore.
C'è l'ideadebole
di una traiettoria
nello sguardo
che si perde
nella scoperta
di ombre
incerte.
Debolmente
la mente
si risveglia.
Circospetta.
Aria
immagine: Deborah Turbeville
venerdì 29 marzo 2013
Voglio essere un giardino
.Voglio essere un giardino e che alla mia fontana
colgano i tanti sogni nuovi fiori,
gli uni in disparte e pensierosi,
gli altri riuniti in muti conversari.
E quando vanno, voglio su di loro
far stormire parole come alberi,
e se riposano, agli immemori sonni
col mio silenzio origliare.
.
Rainer Maria Rilke
Ich will ein Garten sein, an dessen Bronnen
die vielen Träume neue Blumen brächen,
die einen abgesondert und versonnen,
und die geeint in schweigsamen Gesprächen.
Und wo sie schreiten, über ihren Häupten
will ich mit Worten wie mit Wipfeln rauschen,
und wo sie ruhen, will ich den Betäubten
mit meinem Schweigen in den Schlummer lauschen.
(“Ich will ein Garten sein, an dessen Bronnen” Rainer Maria Rilke)
die vielen Träume neue Blumen brächen,
die einen abgesondert und versonnen,
und die geeint in schweigsamen Gesprächen.
Und wo sie schreiten, über ihren Häupten
will ich mit Worten wie mit Wipfeln rauschen,
und wo sie ruhen, will ich den Betäubten
mit meinem Schweigen in den Schlummer lauschen.
(“Ich will ein Garten sein, an dessen Bronnen” Rainer Maria Rilke)
[
Guglielmo:
- Giardino, Fontana, Sogni , Fiori… Rilke mette la maiuscola come fossero nomi di persone. Chissà perché il traduttore non l’ha fatto…
mi pare un particolare non trascurabile. Non posso controllare , ho l’edizione Einaudi, ma solo delle poesie 1907-1926.
- Giardino, Fontana, Sogni , Fiori… Rilke mette la maiuscola come fossero nomi di persone. Chissà perché il traduttore non l’ha fatto…
mi pare un particolare non trascurabile. Non posso controllare , ho l’edizione Einaudi, ma solo delle poesie 1907-1926.
- Bella osservazione, Guglielmo.
Potrebbe essere una regola della grammatica tedesca (a me totalmente
sconosciuta) e ciò spiegherebbe perché il taduttore non sia stato fedele
alla lingua originale. O potrebbe essere un banale vezzo di Rilke, e il
traduttore potrebbe non aver voluto seguire il capriccio del poeta.
Però mi piace pensare che sia altro.
Ti riporto uno stralcio del suo diario, scritto nel periodo in cui viveva nella comunità di Warpswede insieme a numerosi artisti, soggiorno illuminante che lo spinse ad incamminarsi su quel sentiero in cui la sua poesia volse verso la ricerca del “Guardare”: guardare al di fuori, con occhi mai stanchi di meraviglia, le cose, ma richiuderli ad ogni istante per contemplarle dentro di sé, dare vita alle cose, descrivere le cose a tutto tondo così bene da far sì che siano esse stesse a possedere una voce, talmente chiara da essere in grado di arrivare fino a noi, e assumere un senso secondo la nostra percezione.
Ti riporto uno stralcio del suo diario, scritto nel periodo in cui viveva nella comunità di Warpswede insieme a numerosi artisti, soggiorno illuminante che lo spinse ad incamminarsi su quel sentiero in cui la sua poesia volse verso la ricerca del “Guardare”: guardare al di fuori, con occhi mai stanchi di meraviglia, le cose, ma richiuderli ad ogni istante per contemplarle dentro di sé, dare vita alle cose, descrivere le cose a tutto tondo così bene da far sì che siano esse stesse a possedere una voce, talmente chiara da essere in grado di arrivare fino a noi, e assumere un senso secondo la nostra percezione.
“Ma davvero si impara quia guardare qualcosa di nuovo. Accanto al
cielo e al paesaggio c’è, con pari diritto, una terza cosa: l’aria. Le
cose mi sono sempre sembrate come braccia ed estremità, legate al
grande corpo della terra; ma qui ci sono tante cose che sono come isole –
solitarie, chiare, circondate da ogni lato dal fluido dell’aria sempre
mossa. E’ questo che rende tanto forti le loro forme. C’è una sorta di
disinteresse di sé in questo modo di partecipare alla natura. Comincio a
poco a poco a comprendere questa vita, che attraverso grandi occhi
entra in anime in eterna attesa. Questa quotidiana attenzione, acutezza e
prontezza di sensi volti all’esterno, questo multiforme vedere e
continuo distogliere lo sguardo da sé…”
Sì, mi piace pensare che Giardino, Fontana, Sogni , Fiori siano i Nomi delle cose….ma questo non risponde alla tua domanda..
(però se è tutta una questione di grammatica rimango malissimo:)
]
immagine: Alaya Gadeh
martedì 19 marzo 2013
un'idea
[....]
- Lo sai che m'è venuta un'idea sull'amore?
- Che idea, mamma, dimmi?
- Se tu fossi costretto a stare sempre solo in tua compagnia, come staresti?
- Beh, me lo posso immaginare! diventerei pazzo, mi annoierei.
- Ecco! Io credo che, a parte l'attrazione dei sensi che è cosa ancora più oscura di quante ne hanno dette...Schopenhauer, poi...
- Ah sì, che dice?
- Vedrai tu, non mi va ora...A parte...no! non a parte, perché i sensi seguono l'intelligenza e viceversa, mi pare che ci si innamora perché col tempo ci si annoia di se stessi e si vuole entrare in un altro. Ma non per quella idea bellissima ma troppo fatale della mela di Platone, sai no?
- Sì, sì.
- Si vuole entrare in un "altro" sconosciuto per conoscerlo, farlo proprio, come un libro, un paesaggio. Infatti poi, quando l'hai assorbito, ti sei nutrito di lui fino a che è diventato parte di te stesso, ti ricominci ad annoiare. Tu lo leggeresti sempre lo stesso libro?
- Per carità!
- Ecco, ti annoi! E senza saperlo cominci ad avere fame d'altro, di altri mondi, altre fantasie. Certo, un marinaio sbarcato pieno di paesaggi nella testa può stare un anno, due anni a girare i vicoli, ma poi il desiderio di una nave lo riprende e lo ritrovi al porto a guardare con nostalgia il mare. Che ne dici, è una balordaggine?
- Io non mi sono mai innamorato, ma tu quante volte, mamma?
- Tutte le volte che è stato necessario.
- E poi, io... lo so che ti arrabbi, ma a me l'idea dell'amore eterno fra un uomo e una donna piace tanto.
- E perché mi devo arrabbiare?
- Bambù s'è arrabbiata quando gliel'ho detto. E' peccato, però, che non sia così!
- Eh sì, per voi vecchi educati a questi assoluti.
- Noi vecchi, mamma? Mi viene da ridere...io, io ho quindici anni!
[....]
["L'arte della gioia" Goliarda Sapienza]
- Lo sai che m'è venuta un'idea sull'amore?
- Che idea, mamma, dimmi?
- Se tu fossi costretto a stare sempre solo in tua compagnia, come staresti?
- Beh, me lo posso immaginare! diventerei pazzo, mi annoierei.
- Ecco! Io credo che, a parte l'attrazione dei sensi che è cosa ancora più oscura di quante ne hanno dette...Schopenhauer, poi...
- Ah sì, che dice?
- Vedrai tu, non mi va ora...A parte...no! non a parte, perché i sensi seguono l'intelligenza e viceversa, mi pare che ci si innamora perché col tempo ci si annoia di se stessi e si vuole entrare in un altro. Ma non per quella idea bellissima ma troppo fatale della mela di Platone, sai no?
- Si vuole entrare in un "altro" sconosciuto per conoscerlo, farlo proprio, come un libro, un paesaggio. Infatti poi, quando l'hai assorbito, ti sei nutrito di lui fino a che è diventato parte di te stesso, ti ricominci ad annoiare. Tu lo leggeresti sempre lo stesso libro?
- Per carità!
- Ecco, ti annoi! E senza saperlo cominci ad avere fame d'altro, di altri mondi, altre fantasie. Certo, un marinaio sbarcato pieno di paesaggi nella testa può stare un anno, due anni a girare i vicoli, ma poi il desiderio di una nave lo riprende e lo ritrovi al porto a guardare con nostalgia il mare. Che ne dici, è una balordaggine?
- Io non mi sono mai innamorato, ma tu quante volte, mamma?
- Tutte le volte che è stato necessario.
- E poi, io... lo so che ti arrabbi, ma a me l'idea dell'amore eterno fra un uomo e una donna piace tanto.
- E perché mi devo arrabbiare?
- Bambù s'è arrabbiata quando gliel'ho detto. E' peccato, però, che non sia così!
- Eh sì, per voi vecchi educati a questi assoluti.
- Noi vecchi, mamma? Mi viene da ridere...io, io ho quindici anni!
[....]
["L'arte della gioia" Goliarda Sapienza]
immagine: Karen Aghamyan "together in this world"
lunedì 4 marzo 2013
mercoledì 27 febbraio 2013
piove
Piove. E' silenzio, poi che la stessa pioggia
Piove. Il cielo dorme. Quando l'anima è vedova
di quel che non sa, il sentimento è cieco.
Piove. Il mio essere (chi sono) rinnego...
Tanto calma è la pioggia che si scioglie nell'aria
(non pare neppure di nuvole) che sembra
non sia pioggia, ma un sussurrare
che di se stesso, sussurrando, s'oblia.
Piove. Non viene voglia di nulla...
Non alita vento, non 'è cielo ch'io senta.
Piove lontano e indistintamente,
come una cosa certa che a noi menta,
come un gran desiderio che a noi mente.
Piove. Nulla in me sente....
(da "Poesie scelte" di Fernando Pessoa - Passigli)
foto di B. Berenika
martedì 12 febbraio 2013
spandersi
Si insinua lenta
una tenue vibrazione
si accosta alla pelle
freme
come una stilla
sull'orlo
del tempo
mi ascolto…
Sono io la melodia
e
il mio canto
si spande
si distende
si versa
in
paesaggi
che credevo
soffocati,
sguardi umidi
di boccioli
geminati
sullo stelo
del giorno.
Lieve piuma
che adagio
scende
sul velluto
della strada
tra riflessi
di rame
e vestiti
di sabbia...
...lì si posa
e la vedo
anima
Aria
foto: Federico Bebber
giovedì 3 gennaio 2013
fiori di luce
.

il
silenzio
dipinge
fiori
di
luce
nella
notte
e
tutte
le
trasparenze
rimaste
nel
cuore
raccolgono
stelle
ai
bordi
del
cielo
.
Aria

il
silenzio
dipinge
fiori
di
luce
nella
notte
e
tutte
le
trasparenze
rimaste
nel
cuore
raccolgono
stelle
ai
bordi
del
cielo
.
Aria
buon 2013
foto: Al Magnus
martedì 23 ottobre 2012
mi conosco
mi arrampico su me stessa
mi cerco nella memoria
mi graffio in cerca di parole
perse
la strada è sbagliata
continuo a cadere
fra le mani
una bolla di vuoto
ho paura di non riconoscermi
mi capita, a volte
di guardare al passato e di chiedermi com'ero
che cosa guidava il mio cuore, le mie mani, i miei occhi
sono così diversa, mi amo e mi detesto, mi rispetto e mi oltraggio, mi conosco e
non
mi
riconosco.
Aria
B.S. 13/05/2009
ps.: giuro, appena mi riconosco, torno!
foto: Geoffroy Demarquet
mercoledì 4 luglio 2012
Portami
Portami
sulla linea del mare
e affonderemo verso l’alto
nella vita del vento.
Avvolgimi
nel tuo abbraccio
e si dissolveranno gli abissi
dell'anima
si scioglieranno le lacrime
di sale
si polverizzanno le pietre
di dolore
Stringimi
e svanirà
la distanza tra
la luce e l'ombra
la luna e il sole
il mare e il cielo
Tra te e me
Fammi
entrare nella tua pelle
e il sogno
diventerà
il possibile
Aria
martedì 12 giugno 2012
12 giugno
"Tu sei forte, sei una roccia...ma speciale, plasmata dal vento della passione e dalla luce solare della bellezza: come la semplice, solida e solidale pietra dei muretti a secco, che custodiscono la bellezza spontanea e genuina dei papaveri rossi e degli ulivi verdi...come la pietra che, sulle coste, ha eretto le torri di avvistamento e che, in lontananza, suggeriscono che lì dove c'è quella roccia, c'è sempre la grandezza del(l'a)mare...Auguri mia cara, auguri!"
Grazie amico mio caro, sei un Angelo, auguri anche a te!
[ Lo so, sembra è un post autocelebrativo, ma me lo regalo e dico addirittura che me lo merito, ché di solito mi massacro, e ho voglia di crederci, almeno cinque minuti, ecco! ]
mercoledì 6 giugno 2012
miraggi
illusioni
immergono
il profondo
mosaico
del cuore
in periferie
abitate
da ingenui
palpiti
d'amore
maree
di sogni
impavidi
galleggiano
come
fiori
di luce nell'abisso
dell'anima
si consumano
nel silenzio fino
a quando
mi raggiungono
lì
dove
nessuno
può seguirmi
miraggi
nell'ombra
di desideri
ignoti
che
perdono
i contorni
nelle
vibrazioni
del
(mio)
calore
.
Aria
foto: Geoffroy Demarquet
venerdì 11 maggio 2012
[invio]
.
Perché io non so soffrire. e succede che
i pensieri
mi volino in testa come proiettili impazziti.
vagolano e colpiscono e feriscono e sbattono contro le pareti dell'anima.
che cominciano a diventare estranei.
estranei a me.
come fossero oggetti.
come se una volta usciti da me si solidificassero.
li espongo.
si assottigliano.
si consumano.
soffio.
[invio]
Aria
Perché io non so soffrire. e succede che
i pensieri
mi volino in testa come proiettili impazziti.
vagolano e colpiscono e feriscono e sbattono contro le pareti dell'anima.
sfiniti, evolvono in
parole
che lentamente si imbevono di senso.
le poggio.
sedimentano.
perdono peso.
le manipolo.
le plasmo.
le osservo.
le sostituisco.
pensieriche cominciano a diventare estranei.
estranei a me.
come fossero oggetti.
come se una volta usciti da me si solidificassero.
li espongo.
si assottigliano.
si consumano.
soffio.
[invio]
e il mio cuore è fuori
Aria
eco del 5/3/2009 B.S.
foto: Hati00
mercoledì 2 maggio 2012
hysteria
(...)l'isterismo è una forma di energia?
Sarà forse possibile canalizzarlo?
avere delle piccole centrali alimentate a zitelle infelici, dinamo messe in moto da vedove sull'orlo dello strapiombo della quarta età?
Sarebbe un bel risparmio: tutta igiene mentale assicurata, e si otterrebbe di mettere finalmente al bando ogni sottoprodotto solforoso dell'emotività che inquina la vita familiare e rende micidiali le parentele; senza contare poi la ricaduta benefica anche sull'ambiente urbano.
Ma, d'altra parte, i vantaggi ecologici ed economici indurrebbero gli amministratori a una politica di incremento delle frustrazioni socio-sessuali delle donne: ci sarebbero campagne di moralizzazione, pubblicità a favore della castità volontaria, magari anche un campetto di concentramento per le più impenitenti.
Ma, d'altra parte, i vantaggi ecologici ed economici indurrebbero gli amministratori a una politica di incremento delle frustrazioni socio-sessuali delle donne: ci sarebbero campagne di moralizzazione, pubblicità a favore della castità volontaria, magari anche un campetto di concentramento per le più impenitenti.
Le donne, deprivate di ogni sfogo, farebbero la coda per rovesciare il loro tributo di isteria nei centri di raccolta comunale.
Ira alla patria?
("La bruttina stagionata" Carmen Covito)
[inutile dire che, solo io, alimenterei un palazzo di 10 piani]
[inutile dire che, solo io, alimenterei un palazzo di 10 piani]
immagine: web
martedì 17 aprile 2012
emozioni
.
Lucenti come aquiloni veleggiano e bramano. Quante emozioni. Alcune hanno segnato delle tracce invisibili, altre sono diventate un materasso su cui cadere quando non vedo altro che un buco nero, altre ancora sono sorrisi che mi sono rimasti appiccicati dentro il viso, all'interno, li vedo solo io, altre emozioni, forti, come il terrore e la disperazione sono diventate lontane, le guardo col distacco delle cose avvenute e con il rispetto delle cose che tornano, e mi accorgo, via via che il tempo passa, che perdo la memoria delle cose e degli avvenimenti ma non delle suggestioni che mi hanno regalato. Profumi, sensazioni sulla pelle, sobbalzi e sorprese... ogni tanto ne riconosco qualcuna, in altre cose e in altri avvenimenti. Perché le emozioni se vai a risvegliarle, non cambiano, sono sempre le stesse, fresche e crude.
lucenti
come
aquiloni
veleggiano
e
bramano
nell'estasi
azzurra
il cuore
in cielo
e l'anima
sulle balze
legata...
sulle onde
del vento
tremula
scia
dolcemente
vado
raccogliendo
chimere
da regalare
alle nubi
Aria
Lucenti come aquiloni veleggiano e bramano. Quante emozioni. Alcune hanno segnato delle tracce invisibili, altre sono diventate un materasso su cui cadere quando non vedo altro che un buco nero, altre ancora sono sorrisi che mi sono rimasti appiccicati dentro il viso, all'interno, li vedo solo io, altre emozioni, forti, come il terrore e la disperazione sono diventate lontane, le guardo col distacco delle cose avvenute e con il rispetto delle cose che tornano, e mi accorgo, via via che il tempo passa, che perdo la memoria delle cose e degli avvenimenti ma non delle suggestioni che mi hanno regalato. Profumi, sensazioni sulla pelle, sobbalzi e sorprese... ogni tanto ne riconosco qualcuna, in altre cose e in altri avvenimenti. Perché le emozioni se vai a risvegliarle, non cambiano, sono sempre le stesse, fresche e crude.
lucenti
come
aquiloni
veleggiano
e
bramano
nell'estasi
azzurra
il cuore
in cielo
e l'anima
sulle balze
legata...
sulle onde
del vento
tremula
scia
dolcemente
vado
raccogliendo
chimere
da regalare
alle nubi
Aria
immagine: Fabio Cocco Carreras
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nota
I post etichettati col tag "echi" sono ritorni di parole, ripubblicazioni di pensieri posati nel tempo andato in due blog sul portale di Libero (che non ho cancellato nonostante li ritenga finiti). Per ragioni ogni volta diverse ho voglia di sentire l'eco di quel passato, qui.
solo un nickname
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Caos @ Archetypon @ Sogno @ Yuki @ BollaInFiore @ Maurizio @ Guglielmo @ Leovi @ Scheggiata @ Chetù @ Lasoprammobile @ Rom @ Esterina @ DolceRandy @ Lorenzo @ Daniela @ Minerva @ Mark @ Radix @ Leda @ ganfione @ Lou @ PerleDiSogno @ Rosy @ DameEnRouge @ gioh @ Onda @ SeforseMia @ Evelyn @ Theshelteringsky @ Maryse/Coralie @
Me li consiglio e me li cucino :)
Piero @ Michela @ Maya @ Minpeppex @ Francesca @ Ornella
Me li consiglio e me li cucino :)
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Cara, amica mia cara,
ciò che riceverai sono oggetti da riempire, come lo è la vita d'altronde. Riempire con le tue scintille di bellezza che assomigliano un po' alle mie - altrimenti perché saremmo amici? continua
Note d'Aria (ma più di Angelo)
To build a home *my song * is a woman * Goccia * Dante's prayer * Viaggio d'autunno * vita rubina * Tomara * Hello * Remedios * Forbidden colours * Molecole * With me * Il bacio sulla bocca * Illusione * Your eyes * dallaCri * Vento di passione * 'a finestra * My Foolish Heart * Secret Garden * Tu * If we cannot see * My Funny Valentine * Blue * Un esercito di alberi * Night and Day * Satie * dance with me * Que Maravilha * Song for a sleeping girl * Sospesi tra le nuvole * Vangelis * Il vento, il mare, i silenzi * Dal mare * In fondo al mare * World before Columbus * Moonlight Sonata * Claire De Lune * SigurRos * Sunlight Zone *
lo scrigno
Ana Muela_El vacío * Ana Muela_Árbol desnudo * Ana Muela_Las palabras se ocultan * Ana Muela_neve nel silenzio * Leovi_ fotos abstractas 985/987 * Leovi_Otoño * DolceRandy_pioggia * Guglielmo_basteranno 384.000 km * DolceRandy * BrunaVerdone * La mia ladra preferita * DolceRandy e il suo bellissimo regalo * LaMiaMat MagiaSpeculare * SistaMinerva * ArchePremio * DaniPremio * RandyPremio * MayaBella *
infiniti cristalli, brandelli di trasparenze raccolti ai bordi di un'anima fragile, se frugo in me non trovo che questo: frammenti di aria.
















