Qui le più fragili mie foglie, eppure quelle che dureranno più a lungo,
Qui velo e celo i miei pensieri che non mi piace rivelare,
Eppure essi mi rivelano più di ogni altra mia poesia.
Walt Whitman
Qui velo e celo i miei pensieri che non mi piace rivelare,
Eppure essi mi rivelano più di ogni altra mia poesia.
Walt Whitman
UnderConstruction
(pagina CulinAria, che non è una roba porno, ve lo dico:)
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giovedì 20 giugno 2013
un filo sottile
E' un filo sottile
che divide
la paura di morire
dalla gioia di vivere
un filo sottile
divide
il bisogno di luce
dal timore del sole
un filo sottile
divide
la voglia di fuggire
e la necessità di restare
un filo sottile
mi divide
....e mi unisce....
lunedì 3 giugno 2013
Avvolgimi
Penetrami l'anima
Baciami il cuore
Raccontami la pelle
Respirami la carne
Toccami la mente
Carezzami le parole
A v v o l g i m i
n o n l a s c i a r m i f u g g i r e
Aria
eco del 24.01.2008 M.M.
foto: web
martedì 23 ottobre 2012
mi conosco
mi arrampico su me stessa
mi cerco nella memoria
mi graffio in cerca di parole
perse
la strada è sbagliata
continuo a cadere
fra le mani
una bolla di vuoto
ho paura di non riconoscermi
mi capita, a volte
di guardare al passato e di chiedermi com'ero
che cosa guidava il mio cuore, le mie mani, i miei occhi
sono così diversa, mi amo e mi detesto, mi rispetto e mi oltraggio, mi conosco e
non
mi
riconosco.
Aria
B.S. 13/05/2009
ps.: giuro, appena mi riconosco, torno!
foto: Geoffroy Demarquet
mercoledì 4 luglio 2012
Portami
Portami
sulla linea del mare
e affonderemo verso l’alto
nella vita del vento.
Avvolgimi
nel tuo abbraccio
e si dissolveranno gli abissi
dell'anima
si scioglieranno le lacrime
di sale
si polverizzanno le pietre
di dolore
Stringimi
e svanirà
la distanza tra
la luce e l'ombra
la luna e il sole
il mare e il cielo
Tra te e me
Fammi
entrare nella tua pelle
e il sogno
diventerà
il possibile
Aria
venerdì 11 maggio 2012
[invio]
.
Perché io non so soffrire. e succede che
i pensieri
mi volino in testa come proiettili impazziti.
vagolano e colpiscono e feriscono e sbattono contro le pareti dell'anima.
che cominciano a diventare estranei.
estranei a me.
come fossero oggetti.
come se una volta usciti da me si solidificassero.
li espongo.
si assottigliano.
si consumano.
soffio.
[invio]
Aria
Perché io non so soffrire. e succede che
i pensieri
mi volino in testa come proiettili impazziti.
vagolano e colpiscono e feriscono e sbattono contro le pareti dell'anima.
sfiniti, evolvono in
parole
che lentamente si imbevono di senso.
le poggio.
sedimentano.
perdono peso.
le manipolo.
le plasmo.
le osservo.
le sostituisco.
pensieriche cominciano a diventare estranei.
estranei a me.
come fossero oggetti.
come se una volta usciti da me si solidificassero.
li espongo.
si assottigliano.
si consumano.
soffio.
[invio]
e il mio cuore è fuori
Aria
eco del 5/3/2009 B.S.
foto: Hati00
mercoledì 4 aprile 2012
a cosa pensi?
Lei era tornata dal lavoro tardissimo, come ormai succedeva da più di un mese, non si fermava neppure per pranzare, le scadenze sempre più vicine le toglievano il sonno. E il tempo. Lavorava anche durante i weekend, fino a tardi. Queslla sera era distrutta. Aveva cenato con un panino, sistemato casa, mandato a letto i bambini. Era stanca. Le doleva la testa. E la schiena. E i piedi. Le bruciavano gli occhi. Finalmente la giornata era finita, poteva fermarsi. E si fermò. Sprofondò nella poltrona. Accese la tivvù. Guardò lo schermo ma i colori le ferirono gli occhi. Il chiacchiericcio la infastidì. Pigiò muto sul telecomando. Accese lo stereo a tutto volume, come le piaceva fare.
Chiuse gli occhi per farsi possedere dalla musica.
Ma poi li riaprì. Le note le ferirono i timpani. Abbassò al minimo.
Prese un libro, lo aprì e si mise a leggere. Pagine bianche.
Le parole le attraversavano la mente senza lasciar traccia.
Posò il libro sulle ginocchia.
Si accese una sigaretta.
Sentiva i muscoli del collo che lentamente si distendevano.
Guardava il fumo bianco formare strane figure che si dissolvevano in altre strane figure che...
Chiuse gli occhi per farsi possedere dalla musica.
Ma poi li riaprì. Le note le ferirono i timpani. Abbassò al minimo.
Prese un libro, lo aprì e si mise a leggere. Pagine bianche.
Le parole le attraversavano la mente senza lasciar traccia.
Posò il libro sulle ginocchia.
Si accese una sigaretta.
Sentiva i muscoli del collo che lentamente si distendevano.
Guardava il fumo bianco formare strane figure che si dissolvevano in altre strane figure che...
Si sentì osservata. Alzò pigramente lo sguardo e lo vide. In piedi sulla soglia.
Lui la guardava. La osservava in silenzio.
Lui la guardava. La osservava in silenzio.
Lui - A cosa stai pensando.....
Lei - A niente
Lei - A niente
Lui - Non è possibile
Lei- A niente. Sto fumando.
Lui - Lo vedo che fumi....ma io vorrei sapere a cosa stai pensando....
Lei cominciò a pensare a cosa stava pensando. Ma non le veniva in mente niente. Si concentrò. Forse stava pensando che doveva ricordarsi di chiudere a chiave il portone. Ma poi ricordò di averlo pensato almeno un'ora prima. Forse stava pensando che il bancomat era chiuso e doveva far benzina ma poi ricordò che...cominciò a cercare ansiosamente nella sua testa anche un solo briciolo di pensiero. Cosa? Cosa? Cosa stava pensando cristusantu se non trovo qualcosa questo non molla. Lui continuava a guardarla. A s p e t t a v a.
Lui - Sai...a volte sei così assente...chissà cosa stavi pensando...Lei - Te lo giuro, a niente
Lui - E' impossibile non pensare a niente
Lei - Ovvio. Quello che volevo dire è che qualunque cosa fosse non la ricordo, hai interrotto i pensieri e quelli per dispetto si sono persi...iti...andati...kaput
Lui - Capita spesso che vaghi con la mente....chissà dove vai....me lo chiedo spesso....a volte vorrei essere nella tua testa....leggere nei tuoi pensieri...
Lei lo guardò sgomenta. Il mozzicone ormai finito le bruciava le dita. Puntò gli occhi nei suoi occhi. Agganciò il suo sguardo . Lui aveva la fronte lievemente aggrottata, era concentrato come un leone che abbia puntato la preda e aspettava.
Lei allora sollevò mollemente le braccia, portò le mani ai capelli e li spostò dal viso, si bagnò le labbra e soavemente spiegò:
- Pensavo a un cazzo............
Lui continuava a guardarla, la mascella gli cadde, la fronte si arricciò in un fascio di rughe e lei lesse nel suo sguardo sorpreso che dici? non è da te parlare in questo modo....E allora lei finì:
- E pure bello in tiro.
Lui girò il culo e se ne andò.
Non le parlò per una settimana.
Aria
M.M. 21/01/2008
Foto: Elena & Vitaly Vasiliea
martedì 31 gennaio 2012
?
il silenzio
dell'insonnia
dilata
il tempo,
lo slabbra,
lo strazia,
lo carica di luci accecanti quando sei al buio,
di bugiarde verità, di vere menzogne.
un silenzio non cercato,
imposto dall'impossibilità di controllare gli eventi
e i pensieri.
non dorme mai il silenzio?
.
Aria
[il mio continua a vegliare, però lascio un sorriso agli amici, ai lettori abituali e a quelli casuali]
foto di Ira Bordo
16/8/2008 B.S.
martedì 20 dicembre 2011
comprendere
La comprensione è un paniere nel quale si versano e dal quale si prendono parole gesti sguardi voci emozioni lacrime sorrisi urla e canti nel tentativo di sfamare il bisogno di non rimanere soli, di andare oltre l'incapacità di bastare a se stessi, di viaggiare nel mondo col mondo.
Capire entrare negli altri per comprendere se stessi, perdonarsi per accettare gli altri.
Ma nel momento in cui entriamo in relazione col mondo rimaniamo intrappolati dalle aspettative.
Ci aspettiamo dal capo il rispetto, dai genitori l'amore incondizionato, dai figli l'obbedienza, dal marito che lavi i piatti, dalla moglie che sia anche brava a letto, dagli amici fedeltà, dal vicino di casa che abbia sempre lo zucchero soprattutto la domenica quando noi l'abbiamo finito, dai dipendenti la puntualità, dall'amante la passione.
Le aspettative sono corazze di cui ci vestiamo strati su strati insieme ad altre armi di difesa per nascondere le nostre insufficienze, inadeguadezze, le nostre debolezze, i desideri legittimi e quelli illeciti, la nostra difficoltà di conoscere e le nostre incapacità.
Per comprendere l'altro è necessario spogliarsi di tutto ciò.
Spostare i veli.
Ascoltare.
Sentire.
E accettare che chi ci sta di fronte potrebbe disattendere quelle aspettative.
Perché a sua volta l'altro è corazzato.
Ma sopra a tutto è suscettibile di errori quanto noi.
È difettoso.
Ed è un altro.
Non è una proiezione delle nostre aspettative ma è una persona.
Con i suoi strati le sue parole i suoi gesti i suoi sguardi la sua voce le sue lacrime i suoi sorrisi.
È necessario spogliarsi.
Solo quando si è completamente nudi si è pronti a comprendere.
E, forse, ad essere compresi.
Forse.
Aria
M.M. 07/05/2008
Auguri perché tu riesca a comprendere. E amare. Ogni giorno.
Ci rivediamo l'anno prossimo.
Aria
Capire entrare negli altri per comprendere se stessi, perdonarsi per accettare gli altri.
Ma nel momento in cui entriamo in relazione col mondo rimaniamo intrappolati dalle aspettative.
Ci aspettiamo dal capo il rispetto, dai genitori l'amore incondizionato, dai figli l'obbedienza, dal marito che lavi i piatti, dalla moglie che sia anche brava a letto, dagli amici fedeltà, dal vicino di casa che abbia sempre lo zucchero soprattutto la domenica quando noi l'abbiamo finito, dai dipendenti la puntualità, dall'amante la passione.
Le aspettative sono corazze di cui ci vestiamo strati su strati insieme ad altre armi di difesa per nascondere le nostre insufficienze, inadeguadezze, le nostre debolezze, i desideri legittimi e quelli illeciti, la nostra difficoltà di conoscere e le nostre incapacità.
Per comprendere l'altro è necessario spogliarsi di tutto ciò.
Spostare i veli.
Ascoltare.
Sentire.
E accettare che chi ci sta di fronte potrebbe disattendere quelle aspettative.
Perché a sua volta l'altro è corazzato.
Ma sopra a tutto è suscettibile di errori quanto noi.
È difettoso.
Ed è un altro.
Non è una proiezione delle nostre aspettative ma è una persona.
Con i suoi strati le sue parole i suoi gesti i suoi sguardi la sua voce le sue lacrime i suoi sorrisi.
È necessario spogliarsi.
Solo quando si è completamente nudi si è pronti a comprendere.
E, forse, ad essere compresi.
Forse.
Aria
M.M. 07/05/2008
Auguri perché tu riesca a comprendere. E amare. Ogni giorno.
Ci rivediamo l'anno prossimo.
Aria
[ps. il mio rapporto con la punteggiatura è molto intimo e personale, segue il ritmo dei miei pensieri, e spesso elude quello della grammatica. Abbiate pazienza]
(Foto: Viktor Ivanovski)
martedì 13 dicembre 2011
caso
Ma non è invece giusto il contrario, che un avvenimento è tanto più significativo e privilegiato quanti più casi fortuiti intervengono a determinarlo?
Soltanto il caso può apparirci come un messaggio. Ciò che avviene per necessità, ciò che è atteso, che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto. Soltanto il caso ci parla. Cerchiamo di leggervi dentro come gli zingari leggono le immagini formate dai fondi di caffè in una tazzina.
(...) Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia. Se l'amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come gli uccelli sulle spalle di Francesco D'Assisi.
("L'insostenibile leggerezza dell'essere" Milan Kundera)
("L'insostenibile leggerezza dell'essere" Milan Kundera)
Le coincidenze sempre mi sorprendono, mi agitano, mi eccitano, mi fanno fermare a pensare.
Il caso è frutto del caos del mondo, una meteora sparata che mi colpisce senza mira?
O è piuttosto un messaggio che l'universo lancia come un sassolino alla finestra della mia vita,
come un soffio nei capelli che mi fa voltare all'improvviso,
come scoprire che la mia strada si è incrociata per un momento con un'altra.
Un pensiero si incrocia con un viso,
un sogno si colora all'improvviso della tinta di un incontro,
parole si fondono dietro un ulivo,
desideri si materializzano nella chimera di un altro.
La sincronicità delle coincidenze assume i toni della seduzione nella mia anima fuori tempo,
in una vita perfettamente spalmata sulla normalità.
La sincronicità delle coincidenze assume i toni della seduzione nella mia anima fuori tempo,
in una vita perfettamente spalmata sulla normalità.
Aria
M.M. 16/12/2007
(Foto: Podborka)
venerdì 18 novembre 2011
dietro le mie mani
.
.
..
Vorrei fuggire via
da me
.
..
Vorrei fuggire via
da me
ma ovunque andassi
io ci sarei
dietro le mie mani
davanti ai miei occhi
dentro le mie lacrime
non esiste un luogo
dove io non ci sia
Aria
M.M. 26/07/2007
[è un vecchio pensiero, ma potrei averlo scritto oggi.]
Foto:Ilya-LiS
lunedì 10 ottobre 2011
sospesi
This is the first thing
I have understood:
Time is the echo of an axe
Within a wood.
.
Philip Larkin
XXVI, in Collected Poems
Fissi lo sguardo
in attesa che qualcosa accada
e i tuoi fiori rimangono sospesi
foto di Rooze
domenica 12 giugno 2011
Mare, portami lungi!
Il mare intero sale e scende, in uno sperpero di forza, di grazia e d'armonia. Le onde provano tutta la loro gamma, in una finzione magica. Galoppano come puledri, s'aprono come arbusti, s'alzano come montagne, si estendono come valli, e ridono e piangono, parlano diffusamente e tacciono di colpo, e vivono del cielo e lo negano, si vestono di broccati e di sete e si spogliano tutte.
La suggestione dell'acqua resa umana è evidente. In tal modo chiama la sua occulta bellezza, che, col solo dire alla nostra anima: "vieni con me", se la porta via. E il corpo allora, persuasivo, trascina l'anima stordita, con un grande sforzo delicatissimo, dalla murata alla cabina.
["Diario di poeta e mare" Juan Ramón Jiménez]
il mistero è nelle onde.
Mai uguali a se stesse.
Un incessante susseguirsi di valli e cime bianche.
Pinnacoli che tuffano in profondità,
praterie azzzurre che si interrompono ai piedi di colline spumeggianti.
Correnti che sono il vento del mare.
Venti che sono la corrente del cielo.
E le onde che seguono ora le une ora gli altri senza premeditazione.
Misteriosamente.
Misteriosamente.
Scie di sogni che tuffano nei flutti, pare si perdano, forse si mischiano...e tornano.
Naufraghe di un'anima che non smette di cercare nei colori della burrasca.
Aria
eco del 10/02/2009 M.M.
Mare! Anche a te io mi affido – capisco ciò che vuoi dirmi,
Scorgo da riva le curve tue dita che invitano,
E credo che allontanarti non vuoi prima d’avermi toccato,
Dobbiamo fare un giro insieme, mi spoglio, portami lungi, che non veda più terra,
Cullami sui molli tuoi cuscini, cullami in ondoso assopimento,
Schizzami di sprilli amorosi, ché io ben saprò ripagarti.
(Frammento di “Il canto di me stesso” n. 22, in FOGLIE D’ERBA, Walt Whitman. versione integrale e originale qui)
Ed io vado a sentire che ha da dirmi il mare, il blog riapre a settembre.
E, tra un'ondoso assopimento, un giro e uno sprillo, tornerò a salutare i miei amici come possibile.
Per ora, lascio un sorriso a chi passa ed un abbraccio agli amici.
Aria
E, tra un'ondoso assopimento, un giro e uno sprillo, tornerò a salutare i miei amici come possibile.
Per ora, lascio un sorriso a chi passa ed un abbraccio agli amici.
Aria
Le tre foto in alto sono di David Orias
La foto in basso è di Elena Kalis
La foto in basso è di Elena Kalis
mercoledì 27 aprile 2011
...
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...un sospiro bloccato nel ricordo di ciò che è stato...
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...un sospiro bloccato nel ricordo di ciò che è stato...
...le mani che non sanno liberarsi in un gesto d'addio...
...un sogno che rifiuta di realizzare che è solo un sogno...
Aria
21.12.2008 B.S.
foto di Victor Zamansky
mercoledì 13 aprile 2011
Barattopoli
[premessa: Non riesco proprio ad esserci in questi giorni, ogni tanto entro qui e mi accorgo di qualche ragnatela. Così ho pensato di pubblicare un vecchio post, un po' matto, e anche un po' lungo (un po' lungo non si può sentire!), per non farvi annoiare o farvi sentire troppo la mia mancanza :). Potrete leggerlo a puntate, abbandonarlo dopo le prime 5 righe (ho idea sarà l'opzione più gettonata) o non leggerlo affatto ovviamente! Quando tornerò, chi dimostrerà di averlo letto tutto avrà, in cambio, un piccolo premio.....(!?!) A presto! Aria ].
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Ma dai veramente andate a comprarle le cose voi??? Che inutile spreco di tempo e danaro. Noi qui siamo molto più pratici e le cose ce le scambiamo. Ad esempio ieri io avevo bisogno di un pollo per preparare un gustoso secondo. Allora sono andata dalla mia vicina di casa che ha un pollaio e le ho chiesto cosa voleva in cambio per darmene uno. Lei mi ha detto ti do un pollo per due litri d´olio. Allora sono andata da un amico che ha un frantoio e gli ho chiesto due litri d´olio. Il mio amico mi ha proposto un baratto, due litri d´olio per un sacco di farina e del lievito di birra. Mio zio ha un mulino. Per la farina e il lievito ha voluto in cambio un chilo di mele, mezzo chilo di pomodori, quattro zucchine, tre cipolle e un po´ d´aglio. Per fortuna mio cugino ha un bel terreno coltivato, gli ho detto cosa mi serviva e lui mi ha proposto uno scambio. Tutta quella roba in cambio di pulitura a secco di due giacche e due pantaloni. Ho dunque preso giacche e pantaloni e sono andata da mia zia che ha una lavanderia. Il caso ha voluto che la lavanderia fosse chiusa. Nei pressi della lavanderia c´è un tabaccaio. Sono entrata dal tabaccaio ed ho chiesto sa sapeva dove fosse mia zia. Lui mi ha detto te lo dico se tu mi dici cosa ne pensi della polemica tra la rai e Santoro. Ho parlato due ore e mezza di politica, di maghi, della dura legge dell´audience che perseguita i poveri giornalisti televisivi e alla fine del mio discorso ho saputo che mia zia era andata a casa perché doveva preparare una torta per avere in cambio della soda dal farmacista, ma prima di uscire, poiché era rimasto molto soddisfatto dal mio discorso, il tabaccaio mi ha dato un pacchetto di sigarette. Avevo voglia di fumare, ma non avevo da accendere e per un accendino il tabaccaio voleva che gli parlassi della questione meridionale. Stufa di quest'argomento (sono una terrona doc ma basta) ho preferito andar via e sono uscita dal locale molto contrariata, soprattutto perchè mi sono ricordata che ho smesso di fumare. Uscendo ho incontrato Gino il sordo, che appena mi ha vista mi ha salutato con cortesia (e anche con la bava alla bocca). Al suo saluto ho risposto con un gentile cenno del capo e poi per ringraziarlo per la carineria gli ho dato una sigaretta. Speravo l´accendesse così avrei potuto sniffare un po' di fumo passivamente senza sensi di colpa, ma è scappato via perché aveva fretta. All´angolo c´è un fioraio (v siete mai chiesti come mai agli angoli delle strade ci sono sempre i fiorai?), sono entrata e per mezzo pacchetto di sigarette ho preso un mazzo di margheritine di campo. Lo so, lo so, non me lo dite è stato uno scambio folle, ma i fiori sono rincarati quest´anno. Per un `pucci pucci´ al figliolo appena nato, il fioraio mi ha fatto accendere una sigaretta. Sigaretta che non mi sono goduto tanto, avendo le mani impegnate e tanta fretta....cazzo avevo smesso! l'ho buttata e ho cominciato a correre perché ormai era quasi mezzogiorno e per la sollecitudine ho attraversato fuori dalle striscie pedonali. Qui da noi i vigili urbani sono molto diligenti. Appena mi ha visto commettere l´infrazione Antonio il vigile mi ha fatto subito una multa, allora io scrupolosamente gli ho dato in cambio un calcio nelle palle, un bel diretto con le scarpe a punta in mezzo alle gambe. Aveste visto la faccia che ha fatto! E dovevate vedere la mia quando ho letto che le multe erano rincarate. Ero distrutta dal senso di colpa (ma soprattutto dal pensiero dei soldi che avrei dovuto sborsare) ma non ho fatto in tempo ad implorare pietà che nel frattempo Antonio era già stato aggredito da Rino detto Kassius a causa della rimozione forzata dell´automobile. Non potendo saldare il debito mi sono girata sui tacchi e sono andata di corsa a casa di mia zia. Mia zia aveva già fatto la torta. Per la pulitura a secco dei pantaloni e delle giacche mi ha chiesto in cambio un pollo. Lo scambio era equo, per cui ho dovuto accettare. Ho preso i vestiti lavati e stirati e li ho portati a mio cugino che mi ha dato in cambio le mele, i pomodori, le zucchine, le cipolle, e l´aglio che poi ho scambiato per un sacco di farina e il lievito di birra da mio zio. Con il sacco di farina e il lievito ho preso al frantoio due litri d´olio che ho barattato con il pollo del mio vicino.
Finalmente ho portato il pollo a mia zia che lo ha cucinato in maniera divina, offrendomi di rimanere a pranzo da lei in cambio del mazzo di margheritine di campo.
Non vi sembra che la nostra società sia più giusta, più economica, e più pratica?????
Ora vi saluto perché devo scappare, ho bisogno di un´auto nuova. Un bacio, ci sentiamo tra un paio di mesi!!!!!
martedì 29 marzo 2011
percorsi
.
.
.
.
.
il suono dei tuoi abbracci nel tramonto sulla mia pelle ...
sapori che si incontrano nella terra dei baci rubati.
Le mani, cieche,
ricordano percorsi antichi e ripetuti...
le labbra non dimenticano, assetate,
l'attraversamento di sentieri,
la creazione di collegamenti,
il fremito delle scoperte ...
Aria
foto di Anastasia Neumann
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il suono dei tuoi abbracci nel tramonto sulla mia pelle ...
sapori che si incontrano nella terra dei baci rubati.
Le mani, cieche,
ricordano percorsi antichi e ripetuti...
le labbra non dimenticano, assetate,
l'attraversamento di sentieri,
la creazione di collegamenti,
il fremito delle scoperte ...
Aria
foto di Anastasia Neumann
eco del 22.1.2009 B.S.
mercoledì 9 marzo 2011
succedersi
.
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lo indosso con fatica
mi sta stretto
lacera la pelle
stringe sui fianchi
si annoda alla gola
l'aria graffia
brucia negli occhi
pesa sul ventre
stacco brandelli d'ora da torturare
mordo il tempo e lo ingoio
senza masticare
istanti che colano
come saliva lungo il collo
parole condite e offerte
come doveroso pasto quotidiano
sputo la notte alla terra
vomito minuti
rigurgito istanti
vomito minuti
sputo la notte alla terra
come doveroso pasto quotidiano
parole condite e offerte
come saliva lungo il collo
istanti che colano
senza masticare
mordo il tempo e lo ingoio
stacco brandelli d'ora da torturare
pesa sul ventre
brucia negli occhi
l'aria graffia
si annoda alla gola
stringe sui fianchi
lacera la pelle
mi sta stretto
lo indosso con fatica
strappo il giorno al cielo
lo indosso con fatica mi sta stretto lacera la pelle stringe sui fianchi si annoda alla gola l'aria graffia brucia negli occhi pesa sul ventre stacco brandelli d'ora da torturare mordo il tempo e lo ingoio senza masticare istanti che colano come saliva lungo il collo parole condite e offerte come doveroso pasto quotidiano sputo la notte alla terra vomito minuti rigurgito istanti vomito minuti sputo la notte alla terra come doveroso pasto quotidiano parole condite e offerte come saliva lungo il collo istanti che colano senza masticare mordo il tempo e lo ingoio stacco brandelli d'ora da torturare pesa sul ventre brucia negli occhi l'aria graffia si annoda alla gola stringe sui fianchi lacera la pelle mi sta stretto lo indosso con fatica strappo il giorno al cielo lo indosso con fatica mi sta stretto lacera la pelle stringe sui fianchi si annoda alla gola l'aria graffia brucia negli occhi pesa sul ventre stacco brandelli d'ora da torturare mordo il tempo e lo ingoio senza masticare istanti che colano come saliva lungo il collo parole condite e offerte come doveroso pasto quotidiano sputo la notte alla terra vomito minuti rigurgito istanti vomito minuti sputo la notte alla terra come doveroso pasto quotidiano parole condite e offerte come saliva lungo il collo istanti che colano senza masticare mordo il tempo e lo ingoio stacco brandelli d'ora da torturare pesa sul ventre brucia negli occhi l'aria graffia si annoda alla gola stringe sui fianchi lacera la pelle mi sta stretto lo indosso con fatica strappo il giorno al cielo lo indosso con fatica mi sta stretto lacera la pelle stringe sui fianchi si annoda alla gola l'aria graffia brucia negli occhi pesa sul ventre stacco brandelli d'ora da torturare mordo il tempo e lo ingoio senza masticare istanti che colano come saliva lungo il collo parole condite e offerte come doveroso pasto quotidiano sputo la notte alla terra vomito minuti rigurgito istanti vomito minuti sputo la notte alla terra come doveroso pasto quotidiano parole condite e offerte come saliva lungo il collo istanti che colano senza masticare mordo il tempo e lo ingoio stacco brandelli d'ora da torturare pesa sul ventre brucia negli occhi l'aria graffia si annoda alla gola stringe sui fianchi lacera la pelle mi sta stretto
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strappo il giorno al cielolo indosso con fatica
mi sta stretto
lacera la pelle
stringe sui fianchi
si annoda alla gola
l'aria graffia
brucia negli occhi
pesa sul ventre
stacco brandelli d'ora da torturare
mordo il tempo e lo ingoio
senza masticare
istanti che colano
come saliva lungo il collo
parole condite e offerte
come doveroso pasto quotidiano
sputo la notte alla terra
vomito minuti
rigurgito istanti
vomito minuti
sputo la notte alla terra
come doveroso pasto quotidiano
parole condite e offerte
come saliva lungo il collo
istanti che colano
senza masticare
mordo il tempo e lo ingoio
stacco brandelli d'ora da torturare
pesa sul ventre
brucia negli occhi
l'aria graffia
si annoda alla gola
stringe sui fianchi
lacera la pelle
mi sta stretto
lo indosso con fatica
strappo il giorno al cielo
lo indosso con fatica mi sta stretto lacera la pelle stringe sui fianchi si annoda alla gola l'aria graffia brucia negli occhi pesa sul ventre stacco brandelli d'ora da torturare mordo il tempo e lo ingoio senza masticare istanti che colano come saliva lungo il collo parole condite e offerte come doveroso pasto quotidiano sputo la notte alla terra vomito minuti rigurgito istanti vomito minuti sputo la notte alla terra come doveroso pasto quotidiano parole condite e offerte come saliva lungo il collo istanti che colano senza masticare mordo il tempo e lo ingoio stacco brandelli d'ora da torturare pesa sul ventre brucia negli occhi l'aria graffia si annoda alla gola stringe sui fianchi lacera la pelle mi sta stretto lo indosso con fatica strappo il giorno al cielo lo indosso con fatica mi sta stretto lacera la pelle stringe sui fianchi si annoda alla gola l'aria graffia brucia negli occhi pesa sul ventre stacco brandelli d'ora da torturare mordo il tempo e lo ingoio senza masticare istanti che colano come saliva lungo il collo parole condite e offerte come doveroso pasto quotidiano sputo la notte alla terra vomito minuti rigurgito istanti vomito minuti sputo la notte alla terra come doveroso pasto quotidiano parole condite e offerte come saliva lungo il collo istanti che colano senza masticare mordo il tempo e lo ingoio stacco brandelli d'ora da torturare pesa sul ventre brucia negli occhi l'aria graffia si annoda alla gola stringe sui fianchi lacera la pelle mi sta stretto lo indosso con fatica strappo il giorno al cielo lo indosso con fatica mi sta stretto lacera la pelle stringe sui fianchi si annoda alla gola l'aria graffia brucia negli occhi pesa sul ventre stacco brandelli d'ora da torturare mordo il tempo e lo ingoio senza masticare istanti che colano come saliva lungo il collo parole condite e offerte come doveroso pasto quotidiano sputo la notte alla terra vomito minuti rigurgito istanti vomito minuti sputo la notte alla terra come doveroso pasto quotidiano parole condite e offerte come saliva lungo il collo istanti che colano senza masticare mordo il tempo e lo ingoio stacco brandelli d'ora da torturare pesa sul ventre brucia negli occhi l'aria graffia si annoda alla gola stringe sui fianchi lacera la pelle mi sta stretto
Aria
eco del 23.12.2008 B.S.
foto: Kay
mercoledì 9 febbraio 2011
azzurro liquido
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L'armadio pieno di sorrisi appesi, e cassetti colmi di ricci rosso rame, ripiani carichi di labbra scarlatte,
un sacchetto di carezze da mangiare come liquirizie colorate, e un cielo sazio di nuvole incrostate di sole.
E niente che mi riempia. un sacchetto di carezze da mangiare come liquirizie colorate, e un cielo sazio di nuvole incrostate di sole.
Ho occhi saturi di onde gigantesche,
e collane di profumi d'erba e di mare in tempesta,
lentiggini che si inseguono sulla pelle.
Tanta vita da indossare.Di azzurro liquido.*
Così.
Continuo ad abbracciare il mio vuoto.
Aria
eco del 17.11.2008 B.S.
* azzurro liquido: non confondere con liquidi azzurri come il cherosene o il Curaçao, non è di questi che vorrei riempirmi....no no! azzurro liquido è lo sguardo languido di un uomo innamorato, dagli occhi cerulei ovviamente, altrimenti avrei detto marrone liquido, o verde liquido, o nero liquido. :)
foto di Monika Baginska
"El vacío" un dono di Ana Muela Sopeña
sabato 18 dicembre 2010
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Riflesso nello specchio
un corpo.
il volto segnato
dalla nostalgia.
sguardo opaco
affondato
in occhi bui.
labbra tremanti.
silenziose.
braccia chiuse.
nude.
le mani, vuote.
Seni piccoli,
duri,
tesi,
ansiosi.
La curva del ventre
nasconde una
voragine.
Ombre
colate a picco
su apparenze
arginate
tracimano all'interno
per non colpire
ignari bersagli.
Trattiene il respiro
per eludere i suoi occhi
sempre così
affilati
quando scava
se stessa.
un corpo.
il volto segnato
dalla nostalgia.
sguardo opaco
affondato
in occhi bui.
labbra tremanti.
silenziose.
braccia chiuse.
nude.
le mani, vuote.
Seni piccoli,
duri,
tesi,
ansiosi.
La curva del ventre
nasconde una
voragine.
Ombre
colate a picco
su apparenze
arginate
tracimano all'interno
per non colpire
ignari bersagli.
Trattiene il respiro
per eludere i suoi occhi
sempre così
affilati
quando scava
se stessa.
venerdì 3 dicembre 2010
il mio corpo
eco
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Non ho mai avuto il culto del mio corpo. E' pur vero che vivo intensamente il mio corpo. Attraverso esso. Ho bisogno di toccare, di sentire con le dita la tessitura di un oggetto, le pulsazioni di una pelle, la frescura del mare. Ho bisogno di camminare a piedi nudi, sentire le venature del legno, affondare le dita nella sabbia. Ho bisogno di guardare. Dio! Divoro il mondo con gli occhi. Se guardo un albero lontano cerco di sentire le foglie tra le dita, e sento l'odore della corteccia. E ho bisogno di ascoltare. Quanti pomeriggi d'estate passati ad ascoltare il canto delle cicale nel mio giardino. Non ho il culto del mio corpo. Non mi importa se è bello. Ma è la mia voce. E ho sempre creduto fosse mio. Di più, ho creduto che il mio corpo fossi io. Che io fossi i miei occhi. E il mio sorriso. E le mie mani. Quando il mio corpo si è ammalato sono rimasta allibita. Si è ammalato senza senza avvisarmi. Da sé. Si è lasciato aggredire senza dirmi nulla. Può uccidermi il mio corpo! Come può farmi una cosa simile? E all'improvviso il mio corpo non è più mio. E' un estraneo. Non posso far nulla. Non è come decidere di aprire gli occhi e aprirli. Non è come decidere di toccarsi i capelli e toccarseli. Non è come decidere di correre e correre. Non è più mio. E così rimango sola. Senza il mio corpo che m'ha tradita. E la paura invade ogni poro. E' la paura di non sapere. Non sapere cosa accade dentro di te. Se il tuo corpo è ancora con te o ha deciso di abbandonarti. E ti manca l'aria. E non riesci più a guardare. A toccare. A respirare. Finché non ti accorgi che così anche tu ti abbandoni. E allora faticosamente ricominci. apri gli occhi e guardi, ti tocchi i capelli, corri....fino a quando? Non lo so. Mi curo. Guarisco. Mi controllo. Non so ciò che sarà domani. Faccio pace col mio corpo. Non posso far altro. Accettare la paura, e considerarla parte di me. Ho due braccia, due gambe, la pelle bianca, i capelli ramati, e la paura. La lascio scorrere sotto pelle. E vivo. Com'è bella quella nuvola bucata da un raggio di sole! E ho amato...e il mio corpo è stato di nuovo mio. Come è bello l'odore dell'amore, e le carezze dell'amore, e gli sguardi dell'amore, e la voce dell'amore. Sentire l'amore che mi attraversava la pelle, e mi penetrava fin nelle viscere. ogni parte di me ne era inebriata. E il corpo è stato di nuovo mio.
Aria
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Non ho mai avuto il culto del mio corpo. E' pur vero che vivo intensamente il mio corpo. Attraverso esso. Ho bisogno di toccare, di sentire con le dita la tessitura di un oggetto, le pulsazioni di una pelle, la frescura del mare. Ho bisogno di camminare a piedi nudi, sentire le venature del legno, affondare le dita nella sabbia. Ho bisogno di guardare. Dio! Divoro il mondo con gli occhi. Se guardo un albero lontano cerco di sentire le foglie tra le dita, e sento l'odore della corteccia. E ho bisogno di ascoltare. Quanti pomeriggi d'estate passati ad ascoltare il canto delle cicale nel mio giardino. Non ho il culto del mio corpo. Non mi importa se è bello. Ma è la mia voce. E ho sempre creduto fosse mio. Di più, ho creduto che il mio corpo fossi io. Che io fossi i miei occhi. E il mio sorriso. E le mie mani. Quando il mio corpo si è ammalato sono rimasta allibita. Si è ammalato senza senza avvisarmi. Da sé. Si è lasciato aggredire senza dirmi nulla. Può uccidermi il mio corpo! Come può farmi una cosa simile? E all'improvviso il mio corpo non è più mio. E' un estraneo. Non posso far nulla. Non è come decidere di aprire gli occhi e aprirli. Non è come decidere di toccarsi i capelli e toccarseli. Non è come decidere di correre e correre. Non è più mio. E così rimango sola. Senza il mio corpo che m'ha tradita. E la paura invade ogni poro. E' la paura di non sapere. Non sapere cosa accade dentro di te. Se il tuo corpo è ancora con te o ha deciso di abbandonarti. E ti manca l'aria. E non riesci più a guardare. A toccare. A respirare. Finché non ti accorgi che così anche tu ti abbandoni. E allora faticosamente ricominci. apri gli occhi e guardi, ti tocchi i capelli, corri....fino a quando? Non lo so. Mi curo. Guarisco. Mi controllo. Non so ciò che sarà domani. Faccio pace col mio corpo. Non posso far altro. Accettare la paura, e considerarla parte di me. Ho due braccia, due gambe, la pelle bianca, i capelli ramati, e la paura. La lascio scorrere sotto pelle. E vivo. Com'è bella quella nuvola bucata da un raggio di sole! E ho amato...e il mio corpo è stato di nuovo mio. Come è bello l'odore dell'amore, e le carezze dell'amore, e gli sguardi dell'amore, e la voce dell'amore. Sentire l'amore che mi attraversava la pelle, e mi penetrava fin nelle viscere. ogni parte di me ne era inebriata. E il corpo è stato di nuovo mio.
Aria
09/03/2009
foto di Margarida Delgado
Grazie, Ana Muela, i regali inaspettati sono i più belli.
Bruna Verdone
Grazie per questo dono, la condivisione è l'anima del mondo.
Bruna Verdone
Grazie per questo dono, la condivisione è l'anima del mondo.
mercoledì 10 novembre 2010
nastro autunnale
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L'eco delle tue parole
attraversa il mio corpo
come linfa raggiunge
ogni anfratto nascosto
ed è come abbracciare le maree
recupero faticosamente
tutto ciò che ho vissuto
arrotolo promesse e speranze
desideri, doni e tutti i sogni
li lego con un nastro autunnale
e li conservo nel cuore
Aria
eco del 06/11/2008 B.S.
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L'eco delle tue parole
attraversa il mio corpo
come linfa raggiunge
ogni anfratto nascosto
ed è come abbracciare le maree
recupero faticosamente
arrotolo promesse e speranze
desideri, doni e tutti i sogni
li lego con un nastro autunnale
e li conservo nel cuore
Aria
eco del 06/11/2008 B.S.
foto: Monica Ionio
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nota
I post etichettati col tag "echi" sono ritorni di parole, ripubblicazioni di pensieri posati nel tempo andato in due blog sul portale di Libero (che non ho cancellato nonostante li ritenga finiti). Per ragioni ogni volta diverse ho voglia di sentire l'eco di quel passato, qui.
solo un nickname
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Caos @ Archetypon @ Sogno @ Yuki @ BollaInFiore @ Maurizio @ Guglielmo @ Leovi @ Scheggiata @ Chetù @ Lasoprammobile @ Rom @ Esterina @ DolceRandy @ Lorenzo @ Daniela @ Minerva @ Mark @ Radix @ Leda @ ganfione @ Lou @ PerleDiSogno @ Rosy @ DameEnRouge @ gioh @ Onda @ SeforseMia @ Evelyn @ Theshelteringsky @ Maryse/Coralie @
Me li consiglio e me li cucino :)
Piero @ Michela @ Maya @ Minpeppex @ Francesca @ Ornella
Me li consiglio e me li cucino :)
Piero @ Michela @ Maya @ Minpeppex @ Francesca @ Ornella
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Le tue parole
* l'infinito possibile * senza pace * la danza dei bambini * assenza presente * un fuoco nella notte * dove non cresce il cuore * sai chi ho incontrato? * offro e s-offro* là dove volano i corpi * che odissea * spegni le tue ombre * ingiusta notte * ti tocco l'anima * la sicurezza degli oggetti * attraversate! * evita amore * uno strano vaccino * e dov'è la bellezza? * donne che fanno il mondo * sabbia su marmo * la collina nel tempo del sogno * tutte le strade portano a... * nel valzer * intercettazioni * parole dell'archetipo * amori fantasma * un giorno di ritardo * cura te stesso * segreti * dal vaso rotto * le parole dell'archetipo /2 * parole dell'archetipo /1 * la menzogna che (non) si dice * t'amo, che t'importa * scrivo e non esisto * i nostri corpi opachi * la chiave * non sarò (un) ottimista * sassi, sfere e giardinieri *dizionario mellifluo * il fruscio di gocce stanche * perché ti conoscessi... * il teatrino dell'amore * anima emofiliaca *improvvisamente il mare * forse * il regalo e la carta *

Cara, amica mia cara,
ciò che riceverai sono oggetti da riempire, come lo è la vita d'altronde. Riempire con le tue scintille di bellezza che assomigliano un po' alle mie - altrimenti perché saremmo amici? continua
Note d'Aria (ma più di Angelo)
To build a home *my song * is a woman * Goccia * Dante's prayer * Viaggio d'autunno * vita rubina * Tomara * Hello * Remedios * Forbidden colours * Molecole * With me * Il bacio sulla bocca * Illusione * Your eyes * dallaCri * Vento di passione * 'a finestra * My Foolish Heart * Secret Garden * Tu * If we cannot see * My Funny Valentine * Blue * Un esercito di alberi * Night and Day * Satie * dance with me * Que Maravilha * Song for a sleeping girl * Sospesi tra le nuvole * Vangelis * Il vento, il mare, i silenzi * Dal mare * In fondo al mare * World before Columbus * Moonlight Sonata * Claire De Lune * SigurRos * Sunlight Zone *
lo scrigno
Ana Muela_El vacío * Ana Muela_Árbol desnudo * Ana Muela_Las palabras se ocultan * Ana Muela_neve nel silenzio * Leovi_ fotos abstractas 985/987 * Leovi_Otoño * DolceRandy_pioggia * Guglielmo_basteranno 384.000 km * DolceRandy * BrunaVerdone * La mia ladra preferita * DolceRandy e il suo bellissimo regalo * LaMiaMat MagiaSpeculare * SistaMinerva * ArchePremio * DaniPremio * RandyPremio * MayaBella *
infiniti cristalli, brandelli di trasparenze raccolti ai bordi di un'anima fragile, se frugo in me non trovo che questo: frammenti di aria.





















