Qui le più fragili mie foglie, eppure quelle che dureranno più a lungo,
Qui velo e celo i miei pensieri che non mi piace rivelare,
Eppure essi mi rivelano più di ogni altra mia poesia.



Walt Whitman

UnderConstruction



Quando ho mangiato bene mi informo sul destino degli altri.

(pagina CulinAria, che non è una roba porno, ve lo dico:)

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giovedì 20 giugno 2013

un filo sottile



E' un filo sottile
che divide
la paura di morire
dalla gioia di vivere
                                un filo sottile
                                divide
                                il bisogno di luce
                                dal timore del sole
                                                              un filo sottile
                                                              divide
                                                              la voglia di fuggire
                                                              e la necessità di restare
                                                                                                                           un filo sottile 
                                                                                                                             mi divide
                                                                                                                        ....e mi unisce....
                                                                                                                                  
cammino su un filo sottile



Aria

eco del 08/06/2007 M.M

foto: Britta Lamberty

 

 

lunedì 3 giugno 2013

Avvolgimi



Penetrami l'anima


Baciami il cuore

Raccontami la pelle

Respirami la carne

Toccami la mente

Carezzami le parole

A v v o l g i m i

n o n   l a s c i a r m i   f u g g i r e







Aria

















eco del 24.01.2008 M.M.

foto: web

martedì 23 ottobre 2012

mi conosco




mi arrampico su me stessa

mi cerco nella memoria

mi graffio in cerca di parole
perse
in fondo allo stomaco

mi percorro
inciampo



la strada è sbagliata
continuo a cadere

fra le mani

una bolla di vuoto



ho paura  di non  riconoscermi
mi capita, a volte
di guardare al passato e di chiedermi com'ero
che cosa guidava il mio cuore, le mie mani, i miei occhi
sono così diversa, mi amo e mi detesto, mi rispetto e mi oltraggio, mi conosco e

non

mi

riconosco. 


Aria
 

B.S. 13/05/2009

 ps.:  giuro, appena mi riconosco, torno!



mercoledì 4 luglio 2012

Portami



Portami
sulla linea del mare
e affonderemo verso l’alto
nella vita del vento.

Avvolgimi
nel tuo abbraccio
e si dissolveranno gli abissi
dell'anima
si scioglieranno le lacrime
di sale
si polverizzanno le pietre
di dolore

Stringimi
e svanirà
la distanza tra
la luce e l'ombra
la luna e il sole
il mare e il cielo
Tra te e me

Fammi
entrare nella tua pelle
e il sogno
diventerà

il possibile

Aria

venerdì 11 maggio 2012

[invio]

.



Perché io non so soffrire. e  succede che
i pensieri
mi volino in testa come proiettili impazziti.
vagolano e colpiscono e feriscono e sbattono contro le pareti dell'anima.
sfiniti,  evolvono in
parole
che lentamente si imbevono di senso.
le poggio.
sedimentano. 
perdono peso. 
le manipolo. 
le plasmo. 
le osservo. 
le sostituisco.
 pensieri
che cominciano a diventare estranei.
estranei a me.
come fossero  oggetti.
come se una volta usciti da me si solidificassero.
li espongo.
si assottigliano.
si consumano.


soffio.


[invio]


e il mio cuore è fuori


Aria 

eco del 5/3/2009 B.S.



foto: Hati00

mercoledì 4 aprile 2012

a cosa pensi?




Lei era tornata dal lavoro tardissimo, come ormai succedeva da più di un mese, non si fermava neppure per pranzare, le scadenze sempre più vicine le toglievano il sonno. E il tempo. Lavorava anche durante i weekend, fino a tardi. Queslla sera era distrutta. Aveva cenato con un panino, sistemato casa, mandato a letto i bambini. Era stanca. Le doleva la testa. E la schiena. E i piedi. Le bruciavano gli occhi. Finalmente la giornata era finita, poteva fermarsi. E si fermò. Sprofondò nella poltrona. Accese la tivvù. Guardò lo schermo ma i colori le ferirono gli occhi. Il chiacchiericcio la infastidì. Pigiò muto sul telecomando. Accese lo stereo a tutto volume, come le piaceva fare.
Chiuse gli occhi per farsi possedere dalla musica.
Ma poi li riaprì. Le note le ferirono i timpani. Abbassò al minimo.
Prese un libro, lo aprì e si mise a leggere. Pagine bianche.
 Le parole le attraversavano la mente senza lasciar traccia.
Posò il libro sulle ginocchia.
Si accese una sigaretta.
Sentiva i muscoli del collo che lentamente si distendevano.
Guardava il fumo bianco formare strane figure che si dissolvevano in altre strane figure che...
Si sentì osservata. Alzò pigramente lo sguardo e lo vide. In piedi sulla soglia.
Lui la guardava. La osservava in silenzio.
Lui - A cosa stai pensando.....
Lei - A niente
Lui - Non è possibile
Lei- A niente. Sto fumando.
Lui - Lo vedo che fumi....ma io vorrei sapere a cosa stai pensando....
Lei cominciò a pensare a cosa stava pensando. Ma non le veniva in mente niente. Si concentrò. Forse stava pensando che doveva ricordarsi di chiudere a chiave il portone. Ma poi ricordò di averlo pensato almeno un'ora prima. Forse stava pensando che il bancomat era chiuso e doveva far benzina ma poi ricordò che...cominciò a cercare ansiosamente nella sua testa anche un solo briciolo di pensiero. Cosa? Cosa? Cosa stava pensando cristusantu se non trovo qualcosa questo non molla. Lui continuava a guardarla. A s p e t t a v a.
Lui - Sai...a volte sei così assente...chissà cosa stavi pensando...
Lei - Te lo giuro, a niente
Lui - E' impossibile non pensare a niente
Lei - Ovvio. Quello che volevo dire è che qualunque cosa fosse non la ricordo, hai interrotto i pensieri e quelli per dispetto si sono persi...iti...andati...kaput
Lui - Capita spesso che vaghi con la mente....chissà dove vai....me lo chiedo spesso....a volte vorrei essere nella tua testa....leggere nei tuoi pensieri...
Lei lo guardò sgomenta.  Il mozzicone ormai finito le bruciava le dita. Puntò gli occhi nei suoi occhi. Agganciò il suo sguardo . Lui aveva la fronte lievemente  aggrottata, era concentrato come un leone che abbia puntato la preda e aspettava.
Lei allora sollevò mollemente le braccia, portò le mani ai capelli e li spostò dal viso, si bagnò le labbra e soavemente spiegò:
- Pensavo a un cazzo............
Lui continuava a guardarla, la mascella gli cadde, la fronte si arricciò in un fascio di rughe e lei lesse nel suo sguardo sorpreso che dici? non è da te parlare in questo modo....E allora lei  finì:
 - E pure bello in tiro.
Lui girò il culo e se ne andò.
Non le parlò per una settimana.

Aria


M.M. 21/01/2008



martedì 31 gennaio 2012

?










il silenzio
dell'insonnia
dilata
il tempo,
lo slabbra,
lo strazia,
lo carica di luci accecanti quando sei al buio,
di bugiarde verità, di vere menzogne.
un silenzio non cercato,
imposto dall'impossibilità di controllare gli eventi
e i pensieri.

non dorme mai il silenzio?

.

Aria

[il mio continua a vegliare, però lascio un sorriso agli amici, ai lettori abituali e a quelli casuali]
foto di Ira Bordo


  16/8/2008 B.S.

martedì 20 dicembre 2011

comprendere

 La comprensione è un paniere nel quale si versano e dal quale si prendono parole gesti sguardi voci emozioni lacrime sorrisi urla e canti nel tentativo di sfamare il bisogno di non rimanere soli, di andare oltre l'incapacità di bastare a se stessi, di viaggiare nel mondo col mondo.
Capire entrare negli altri per comprendere se stessi, perdonarsi per accettare gli altri.
Ma nel momento in cui entriamo in relazione col mondo rimaniamo intrappolati dalle aspettative.
Ci aspettiamo dal capo il rispetto, dai genitori l'amore incondizionato, dai figli l'obbedienza, dal marito che lavi i piatti, dalla moglie che sia anche brava a letto, dagli amici fedeltà, dal vicino di casa che abbia sempre lo zucchero soprattutto la domenica quando noi l'abbiamo finito, dai dipendenti la puntualità, dall'amante la passione.
Le aspettative sono corazze di cui ci vestiamo strati su strati insieme ad altre armi di difesa per nascondere le nostre insufficienze, inadeguadezze, le nostre debolezze, i desideri legittimi e quelli illeciti, la nostra difficoltà di conoscere e le nostre incapacità.
Per comprendere l'altro è necessario spogliarsi di tutto ciò.
Spostare i veli.
Ascoltare.
Sentire.
E accettare che chi ci sta di fronte potrebbe disattendere quelle aspettative.
Perché a sua volta l'altro è corazzato.
Ma sopra a tutto è suscettibile di errori quanto noi.
È difettoso.
Ed è un altro.
Non è una proiezione delle nostre aspettative ma è una persona.
Con i suoi strati le sue parole i suoi gesti i suoi sguardi la sua voce le sue lacrime i suoi sorrisi.
È necessario spogliarsi.
Solo quando si è completamente nudi si è pronti a comprendere.

E, forse, ad essere compresi.
Forse.

Aria


M.M. 07/05/2008


Auguri perché tu riesca a comprendere. E amare. Ogni giorno.
Ci rivediamo l'anno prossimo.
Aria



[ps. il mio rapporto con la punteggiatura è molto intimo e personale, segue il ritmo dei miei pensieri, e spesso elude quello della grammatica. Abbiate pazienza]

martedì 13 dicembre 2011

caso

  

 
Ma non è invece giusto il contrario, che un avvenimento  è tanto più significativo e privilegiato quanti più casi fortuiti intervengono a determinarlo?
         Soltanto il caso può apparirci come un messaggio. Ciò che avviene per necessità, ciò che è atteso, che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto. Soltanto il caso ci parla. Cerchiamo di leggervi dentro come gli zingari leggono le immagini formate dai fondi di caffè in una tazzina.
        (...) Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia. Se l'amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come gli uccelli sulle spalle di Francesco D'Assisi.

("L'insostenibile leggerezza dell'essere" Milan Kundera)
   


Le coincidenze sempre mi sorprendono, mi agitano, mi eccitano, mi fanno fermare a pensare. 
Il caso è  frutto del caos del mondo, una meteora sparata che mi colpisce senza mira?  

O è  piuttosto un  messaggio che l'universo lancia come un sassolino alla finestra della mia vita,

come un soffio nei capelli che mi fa voltare all'improvviso, 
come scoprire che la mia strada si è incrociata per un momento con un'altra.

Un pensiero si incrocia con un viso, 
un sogno si colora all'improvviso della tinta di un incontro,
parole si fondono dietro un ulivo,
desideri  si materializzano nella chimera di un altro.

La sincronicità delle coincidenze assume i toni della seduzione  nella mia anima fuori tempo,

in una vita perfettamente spalmata sulla normalità.

Aria

M.M. 16/12/2007

(Foto: Podborka)

venerdì 18 novembre 2011

dietro le mie mani

.
.
..                                                                                                      

Vorrei  fuggire via

 
da me

   ma ovunque andassi

                          io ci sarei

       dietro le mie  mani

davanti ai miei occhi

       dentro le mie lacrime

               

                     non esiste un luogo

                dove io non ci sia







Aria





















M.M. 26/07/2007



[è un vecchio pensiero, ma potrei averlo scritto oggi.]


Foto:Ilya-LiS




 

lunedì 10 ottobre 2011

sospesi











This is the first thing
I have understood:
Time is the echo of an axe
Within a wood.
.
Philip Larkin
XXVI, in Collected Poems





















Fissi lo sguardo

in attesa che qualcosa accada

e i tuoi fiori rimangono sospesi








foto di Rooze

domenica 12 giugno 2011

Mare, portami lungi!



Il mare intero sale e scende, in uno sperpero di forza, di grazia e d'armonia. Le onde provano tutta la loro gamma, in una finzione magica. Galoppano come puledri, s'aprono come arbusti, s'alzano come montagne, si estendono come valli, e ridono e piangono, parlano diffusamente e tacciono di colpo, e vivono del cielo e lo negano, si vestono di broccati e di sete e si spogliano tutte.
La suggestione dell'acqua resa umana è evidente. In tal modo chiama la sua occulta bellezza, che, col solo dire alla nostra anima: "vieni con  me", se la porta via. E il corpo allora, persuasivo, trascina l'anima stordita, con un grande sforzo delicatissimo, dalla murata alla cabina.

["Diario di poeta e mare" Juan Ramón Jiménez]



il mistero è nelle onde.
Mai uguali a se stesse.
Un incessante susseguirsi di valli e cime bianche.
Pinnacoli che tuffano in profondità,
praterie azzzurre che si interrompono ai piedi di colline spumeggianti.
Correnti che sono il vento del mare.
Venti che sono la corrente del cielo.
E le onde che seguono ora le une ora gli altri senza premeditazione.
Misteriosamente.
Scie di sogni che tuffano nei flutti, pare si perdano, forse si mischiano...e tornano.
Naufraghe di un'anima che non smette di cercare nei colori della burrasca.

Aria
eco del 10/02/2009 M.M.




Mare! Anche a te io mi affido – capisco ciò che vuoi dirmi,
Scorgo da riva le curve tue dita che invitano,
E credo che allontanarti non vuoi prima d’avermi toccato,
Dobbiamo fare un giro insieme, mi spoglio, portami lungi, che non veda più terra,
Cullami sui molli tuoi cuscini, cullami in ondoso assopimento,
Schizzami di sprilli amorosi, ché io ben saprò ripagarti.

(Frammento di “Il canto di me stesso” n. 22, in FOGLIE D’ERBA, Walt Whitman. versione integrale e originale qui)





Ed io vado a sentire che ha da dirmi il mare, il blog riapre a settembre.
E, tra un'ondoso assopimento, un giro e uno sprillo, tornerò a salutare i miei amici come possibile.
Per ora, lascio un sorriso a chi passa ed un abbraccio agli amici.
Aria




Le tre foto in alto sono di David Orias
La foto in basso è di Elena Kalis

mercoledì 27 aprile 2011

...

.
.
.
.
.
.

...un sospiro bloccato nel ricordo di ciò che è stato...

...le mani che non sanno liberarsi in un gesto d'addio...

...un sogno che rifiuta di realizzare che è solo un sogno...



Aria






















 



 

21.12.2008 B.S.




mercoledì 13 aprile 2011

Barattopoli

[premessa:  Non riesco proprio ad esserci in questi giorni, ogni tanto entro qui e mi accorgo di qualche ragnatela. Così ho pensato di pubblicare un vecchio post, un po' matto, e anche un po' lungo (un po' lungo non si può sentire!), per non farvi annoiare o farvi sentire troppo la mia mancanza :). Potrete leggerlo a puntate, abbandonarlo dopo le prime 5 righe (ho idea sarà l'opzione più gettonata) o non leggerlo affatto ovviamente! Quando tornerò, chi dimostrerà di averlo letto tutto avrà, in cambio, un piccolo premio.....(!?!) A presto! Aria ].


.
.
Ma dai veramente andate a comprarle le cose voi??? Che inutile spreco di tempo e danaro. Noi qui siamo molto più pratici e le cose ce le scambiamo. Ad esempio ieri  io avevo bisogno di un pollo per preparare un gustoso secondo. Allora sono andata dalla mia vicina di casa che ha un pollaio e le ho chiesto cosa voleva in cambio per darmene uno. Lei mi ha detto ti do un pollo per due litri d´olio. Allora sono andata da un amico che ha un frantoio e gli ho chiesto due litri d´olio. Il mio amico mi ha proposto un baratto, due litri d´olio per un sacco di farina e del lievito di birra. Mio zio ha un mulino. Per la farina e il lievito ha voluto in cambio un chilo di mele, mezzo chilo di pomodori, quattro zucchine, tre cipolle e un po´ d´aglio. Per fortuna mio cugino ha un bel terreno coltivato, gli ho detto cosa mi serviva e lui mi ha proposto uno scambio. Tutta quella roba in cambio di pulitura a secco di due giacche e due pantaloni. Ho dunque preso giacche e pantaloni e sono andata da mia zia che ha una lavanderia. Il caso ha voluto che la lavanderia fosse chiusa. Nei pressi della lavanderia c´è un tabaccaio. Sono entrata dal tabaccaio ed ho chiesto sa sapeva dove fosse mia zia. Lui mi ha detto te lo dico se tu mi dici cosa ne pensi della polemica tra la rai e Santoro. Ho parlato due ore e mezza di politica, di maghi, della dura legge dell´audience che perseguita i poveri giornalisti televisivi e alla fine del mio discorso ho saputo che mia zia era andata a casa perché doveva preparare una torta per avere in cambio della soda dal farmacista, ma prima di uscire, poiché era rimasto molto soddisfatto dal mio discorso, il tabaccaio mi ha dato un pacchetto di sigarette. Avevo voglia di fumare, ma non avevo da accendere e per un accendino il tabaccaio voleva che gli parlassi della questione meridionale. Stufa di quest'argomento (sono una terrona doc ma basta)  ho preferito andar via e sono uscita dal locale molto contrariata, soprattutto perchè mi sono ricordata che ho smesso di fumare. Uscendo ho incontrato Gino il sordo, che appena mi ha vista mi ha salutato con cortesia (e anche con la bava alla bocca). Al suo saluto ho risposto con un gentile cenno del capo e poi per ringraziarlo per la carineria gli ho dato una sigaretta. Speravo l´accendesse così avrei potuto sniffare un po' di fumo passivamente senza sensi di colpa, ma è scappato via perché aveva fretta. All´angolo c´è un fioraio (v siete mai chiesti come mai agli angoli delle strade ci sono sempre i fiorai?), sono entrata e per mezzo pacchetto di sigarette ho preso un mazzo di margheritine di campo. Lo so, lo so, non me lo dite è stato uno scambio folle, ma i fiori sono rincarati quest´anno. Per un `pucci pucci´ al figliolo appena nato, il fioraio mi ha fatto accendere una sigaretta. Sigaretta che non mi sono goduto tanto, avendo le mani impegnate e tanta fretta....cazzo avevo smesso! l'ho buttata e ho cominciato a correre perché ormai era quasi mezzogiorno e per la sollecitudine ho attraversato fuori dalle striscie pedonali. Qui da noi i vigili urbani sono molto diligenti. Appena mi ha visto commettere l´infrazione Antonio il vigile mi ha fatto subito una multa, allora io scrupolosamente gli ho dato in cambio un calcio nelle palle, un bel diretto con le scarpe a punta in mezzo alle gambe. Aveste visto la faccia che ha fatto! E dovevate vedere la mia quando ho letto che le multe erano rincarate. Ero distrutta dal senso di colpa (ma soprattutto dal pensiero dei soldi che avrei dovuto sborsare)  ma non ho fatto in tempo ad implorare pietà  che nel frattempo Antonio era già stato aggredito da Rino detto Kassius a causa della rimozione forzata dell´automobile. Non potendo saldare il debito mi sono girata sui tacchi e sono andata di corsa a casa di mia zia. Mia zia aveva già fatto la torta. Per la pulitura a secco dei pantaloni e delle giacche mi ha chiesto in cambio un pollo. Lo scambio era equo, per cui ho dovuto accettare. Ho preso i vestiti lavati e stirati e li ho portati a mio cugino che mi ha dato in cambio le mele, i pomodori, le zucchine, le cipolle, e l´aglio che poi ho scambiato per un sacco di farina e il lievito di birra da mio zio. Con il sacco di farina e il lievito ho preso al frantoio due litri d´olio che ho barattato con il pollo del mio vicino.
Finalmente ho portato il pollo a mia zia che lo ha cucinato in maniera divina, offrendomi di rimanere a pranzo da lei in cambio del mazzo di margheritine di campo.
Non vi sembra che la nostra società sia più giusta, più economica, e più pratica?????
Ora vi saluto perché devo scappare, ho bisogno di un´auto nuova. Un bacio, ci sentiamo tra un paio di mesi!!!!!




Aria

martedì 29 marzo 2011

percorsi

.
.
.
.
.
il suono dei tuoi abbracci nel tramonto sulla mia pelle ...
sapori che si incontrano nella terra dei baci rubati.
Le mani, cieche,
ricordano  percorsi  antichi e ripetuti...

le labbra non dimenticano, assetate,
l'attraversamento di sentieri,
la creazione di collegamenti,
il fremito delle scoperte ...



Aria
















foto di Anastasia Neumann

eco del 22.1.2009 B.S.

mercoledì 9 marzo 2011

succedersi

.
.

.




.
strappo il giorno al cielo
lo indosso con fatica
mi sta stretto
lacera la pelle
stringe sui fianchi
si annoda alla gola
l'aria graffia
brucia negli occhi
pesa sul ventre
stacco brandelli d'ora da torturare
mordo il tempo e lo ingoio
senza masticare
istanti che colano
come saliva lungo il collo
parole condite e offerte
come doveroso pasto quotidiano
sputo la notte alla terra
vomito minuti
rigurgito istanti
vomito minuti
sputo la notte alla terra
come doveroso pasto quotidiano
parole condite e offerte
come saliva lungo il collo
istanti che colano
senza masticare
mordo il tempo e lo ingoio
stacco brandelli d'ora da torturare
pesa sul ventre
brucia negli occhi
l'aria graffia
si annoda alla gola
stringe sui fianchi
lacera la pelle
mi sta stretto
lo indosso con fatica
strappo il giorno al cielo
lo indosso con fatica mi sta stretto lacera la pelle stringe sui fianchi si annoda alla gola l'aria graffia brucia negli occhi  pesa sul ventre stacco brandelli d'ora da torturare mordo il tempo e lo ingoio senza masticare istanti che colano come saliva lungo il collo parole condite e offerte come doveroso pasto quotidiano sputo la notte alla terra vomito minuti rigurgito istanti vomito minuti sputo la notte alla terra come doveroso pasto quotidiano parole condite e offerte come saliva lungo il collo istanti che colano senza masticare mordo il tempo e lo ingoio stacco brandelli d'ora da torturare pesa sul ventre brucia negli occhi  l'aria graffia si annoda alla gola stringe sui fianchi lacera la pelle mi sta stretto lo indosso con fatica strappo il giorno al cielo lo indosso con fatica mi sta stretto lacera la pelle stringe sui fianchi si annoda alla gola l'aria graffia brucia negli occhi  pesa sul ventre stacco brandelli d'ora da torturare mordo il tempo e lo ingoio senza masticare istanti che colano come saliva lungo il collo parole condite e offerte come doveroso pasto quotidiano sputo la notte alla terra vomito minuti rigurgito istanti vomito minuti sputo la notte alla terra come doveroso pasto quotidiano parole condite e offerte come saliva lungo il collo istanti che colano senza masticare mordo il tempo e lo ingoio stacco brandelli d'ora da torturare pesa sul ventre brucia negli occhi  l'aria graffia si annoda alla gola stringe sui fianchi lacera la pelle mi sta stretto lo indosso con fatica strappo il giorno al cielo lo indosso con fatica mi sta stretto lacera la pelle stringe sui fianchi si annoda alla gola l'aria graffia brucia negli occhi  pesa sul ventre stacco brandelli d'ora da torturare mordo il tempo e lo ingoio senza masticare istanti che colano come saliva lungo il collo parole condite e offerte come doveroso pasto quotidiano sputo la notte alla terra vomito minuti rigurgito istanti vomito minuti sputo la notte alla terra come doveroso pasto quotidiano parole condite e offerte come saliva lungo il collo istanti che colano senza masticare mordo il tempo e lo ingoio stacco brandelli d'ora da torturare pesa sul ventre brucia negli occhi  l'aria graffia si annoda alla gola stringe sui fianchi lacera la pelle mi sta stretto


Aria

eco del 23.12.2008 B.S.

foto: Kay

mercoledì 9 febbraio 2011

azzurro liquido

.
.
.
.
.
L'armadio pieno di sorrisi appesi, e cassetti colmi di ricci rosso rame, ripiani carichi di labbra scarlatte,
un sacchetto di carezze da mangiare come liquirizie colorate, e un cielo sazio di nuvole incrostate di sole.
Ho occhi saturi di onde gigantesche,
e collane di profumi d'erba e di mare in tempesta,
lentiggini che si inseguono sulla pelle.
Tanta vita da indossare.
E niente che mi riempia.
Di azzurro liquido.*
Così.
Continuo ad abbracciare il mio vuoto.



Aria

















eco del 17.11.2008 B.S.







* azzurro liquido: non confondere con liquidi azzurri come il  cherosene o il  Curaçao, non è di questi che vorrei riempirmi....no no!  azzurro liquido è lo sguardo languido di un uomo innamorato, dagli occhi cerulei ovviamente, altrimenti avrei detto marrone liquido, o verde liquido, o nero liquido. :)





  


"El vacío" un dono di Ana Muela Sopeña

sabato 18 dicembre 2010

.
.
.
.
.
Riflesso nello specchio
un corpo.
il volto segnato
dalla nostalgia.
sguardo opaco
affondato
in occhi bui.
labbra tremanti.
silenziose.

braccia chiuse.
nude.
le mani, vuote.
Seni piccoli,
duri,
tesi,
ansiosi.

La curva del ventre
nasconde una
voragine.
Ombre
colate a picco
su apparenze
arginate
tracimano all'interno
per non colpire
ignari bersagli.

Trattiene il respiro
per eludere i suoi occhi
sempre così
affilati
quando scava
se stessa.

 

Interroga la
luce
che il silenzio
inghiotte
dopo vaghe
risposte.
la tenebra l'avvolge
non la protegge
lei continua
a tagliarsi

incapace
di abbassare
lo sguardo

e di non vedersi.








Aria









17.1.2009 B.S.


venerdì 3 dicembre 2010

il mio corpo

 eco

.
.
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Non ho mai avuto il culto del mio corpo. E' pur vero che vivo intensamente il mio corpo. Attraverso esso. Ho bisogno di toccare, di sentire con le dita la tessitura di un oggetto, le pulsazioni di una pelle, la frescura del mare. Ho bisogno di camminare a piedi nudi, sentire le venature del legno, affondare le dita nella sabbia. Ho bisogno di guardare. Dio! Divoro il mondo con gli occhi. Se guardo un albero lontano cerco di sentire le foglie tra le dita, e sento l'odore della corteccia. E ho bisogno di ascoltare. Quanti pomeriggi d'estate passati ad ascoltare il canto delle cicale nel mio giardino. Non ho il culto del mio corpo. Non mi importa se è bello. Ma è la mia voce. E ho sempre creduto fosse mio. Di più, ho creduto che il mio corpo fossi io. Che io fossi i miei occhi. E il mio sorriso. E le mie mani. Quando il mio corpo si è ammalato sono rimasta allibita. Si è ammalato senza senza avvisarmi. Da sé. Si è lasciato aggredire senza dirmi nulla. Può uccidermi il mio corpo! Come può farmi una cosa simile? E all'improvviso il mio corpo non è più mio. E' un estraneo. Non posso far nulla. Non è come decidere di aprire gli occhi e aprirli. Non è come decidere di toccarsi i capelli e toccarseli. Non è come decidere di correre e correre. Non è più mio. E così rimango sola. Senza il mio corpo che m'ha tradita. E la paura invade ogni poro. E' la paura di non sapere. Non sapere cosa accade dentro di te. Se il tuo corpo è ancora con te o ha deciso di abbandonarti. E ti manca l'aria. E non riesci più a guardare. A toccare. A respirare. Finché non ti accorgi che così anche tu ti abbandoni. E allora faticosamente ricominci. apri gli occhi e guardi, ti tocchi i capelli, corri....fino a quando? Non lo so. Mi curo. Guarisco. Mi controllo. Non so ciò che sarà domani. Faccio pace col mio corpo. Non posso far altro. Accettare la paura, e considerarla parte di me. Ho due braccia, due gambe, la pelle bianca, i capelli ramati, e la paura. La lascio scorrere sotto pelle. E vivo. Com'è bella quella nuvola bucata da un raggio di sole! E ho amato...e il mio corpo è stato di nuovo mio. Come è bello l'odore dell'amore, e le carezze dell'amore, e gli sguardi dell'amore, e la voce dell'amore. Sentire l'amore che mi attraversava la pelle, e mi penetrava fin nelle viscere. ogni parte di me ne era inebriata.  E il corpo è stato di nuovo mio.


Aria



09/03/2009


Grazie, Ana Muela, i regali inaspettati sono i più belli.


Bruna Verdone
Grazie per questo dono, la condivisione è l'anima del mondo.






mercoledì 10 novembre 2010

nastro autunnale

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L'eco delle tue parole

attraversa il mio corpo

come linfa raggiunge

ogni anfratto nascosto

ed è come abbracciare  le maree


recupero faticosamente

tutto ciò che ho vissuto

arrotolo promesse e speranze

desideri, doni e tutti i sogni

li lego con un nastro autunnale

e li conservo nel cuore





Aria













eco del 06/11/2008 B.S.




nota

I post etichettati col tag "echi" sono ritorni di parole, ripubblicazioni di pensieri posati nel tempo andato in due blog sul portale di Libero (che non ho cancellato nonostante li ritenga finiti). Per ragioni ogni volta diverse ho voglia di sentire l'eco di quel passato, qui.

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Cara, amica mia cara,
ciò che riceverai sono oggetti da riempire, come lo è la vita d'altronde. Riempire con le tue scintille di bellezza che assomigliano un po' alle mie - altrimenti perché saremmo amici? continua

infiniti cristalli, brandelli di trasparenze raccolti ai bordi di un'anima fragile, se frugo in me non trovo che questo: frammenti di aria.

passato prossimo

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