Qui le più fragili mie foglie, eppure quelle che dureranno più a lungo,
Qui velo e celo i miei pensieri che non mi piace rivelare,
Eppure essi mi rivelano più di ogni altra mia poesia.



Walt Whitman

UnderConstruction



Quando ho mangiato bene mi informo sul destino degli altri.

(pagina CulinAria, che non è una roba porno, ve lo dico:)

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mercoledì 17 marzo 2010

Fiore

.
.
.
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.
.
.
Fiore che non dura
oltre l’ombra di un attimo
la tua freschezza
persiste nel mio pensiero.

Non ti ho perduto
in ciò che sono,
se pure, o fiore, non ti ho visto mai
dove io non sono che la terra e il cielo.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .






















(“Fiore che non dura”  Fernando Pessoa)
versione originale




tratto di Aria





Faccio una piccola pausa, a presto. Un sorriso a chi passa, un bacio agli amici. Aria

venerdì 12 marzo 2010

vera menzogna

.
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.
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.
          Per Sabina vivere nella verità, non mentire né a se stessi né agli altri, è possibile soltanto a condizione di vivere senza pubblico. Nell'istante in cui qualcuno assiste alle nostre azioni, volenti o nolenti ci adattiamo agli occhi che ci osservano, e nulla di ciò che facciamo ha più verità. Avere un pubblico, pensare a un pubblico, significa vivere nella menzogna.

["L'insostenibile leggerezza dell'essere" Milan Kundera]





























Fingo che non è per te
che scrivo
quando scrivo
Fingo che non è per te
che vivo
quando vivo
Fingo e scrivo e vivo per amore


Aria


mercoledì 3 marzo 2010

Silenzio

.
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.
.
.
.
.
.

          Silenzio

Spara in mille direzioni


Dice

Parla


Amplifica
la voce
dei fantasmi
della mente

         
Silenzio


Incalza le interpretazioni


Aggroviglia le insicurezze

Sollecita l'attenzione
che si sposta
vorticosamente
ad inseguire
infinite informazioni
assenti

         
Silenzio

Nebuloso

si interseca
nei luoghi
del
dubbio

         
Silenzio

Nascosto

nei rivoli
sotterranei
dell'indifferenza




Follia del

         
Silenzio








Aria


eco del 21/03/2009 B.S.










mercoledì 10 febbraio 2010

*

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.
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.

                   


Volevo essere bianca e fredda
senza scegliere un luogo
e volteggiare
nelle braccia del cielo
.
Volevo essere pura e bella
avvolta d’aria tersa d’argento
e riposare
nel sonno del mondo

Volevo essere preziosa e leggera
per liberarmi del nulla
e rimanere
fedele 
alla
mia
felicità






Volevo essere la neve….








Aria

Così scrisse colei che, calda e rossa come il fuoco, un giorno d'inverno pensò che la neve potesse cancellare le orme che s'erano impresse sulla (sua) strada...(AnoniMo)






venerdì 5 febbraio 2010

debiti

.
.
.
.
.
.
Ti devo parole
che le lettere non riescono
a comporre
Ti devo l'odore
della tristezza che blocca
le mani
e confonde sui fogli
i segni e le intenzioni.
Ti devo questo senso
di assenza
e il tempo inerme
che consumo
per non sentire.
Ti devo questa notte
che mi tiene sveglia
e fredda
e
queste
lacrime
cadute
da
un
amore
che
continuo
a
pagare.







Aria





 

mercoledì 3 febbraio 2010

Anima mia

.
.
.
.
.
.
Anima mia


chiudi gli occhi

piano piano

e come s’affonda nell’acqua

immergiti nel sonno

nuda e vestita di bianco

il più bello dei sogni

ti accoglierà


anima mia


chiudi gli occhi

piano piano

abbandonati

come nell’arco

delle mie braccia

nel tuo sonno

non dimenticarmi











(“Anima mia”  –Nazim Hikmet)
versione intergrale




foto: Toni Frissel

venerdì 29 gennaio 2010

tinte

.
.
.

...ora so che il nostro mondo è tanto instabile quanto un'onda che si innalza in mezzo all'oceano. Quali che siano stati i nostri conflitti e i nostri trionfi, per quanto indelebile sia il segno che questi abbiano potuto lasciare su di noi, finiscono sempre per stemperarsi come una tinta ad acquerello su un foglio di carta.

("Memorie di una geisha" Arthur Golden)












Avevo un  sogno
un tempo,
era rosso scarlatto,
andava a passi regali
e colorava i miei giorni
di vivaci pastelli...
      arrivarono i venti.
          Pian piano sfocò,
          impallidì
          frantumò in
          nembi distratti
          e confusi.
                        Fra le timide lacrime
                        scorsi l'orizzonte lucente
                        alzai lo sguardo
                        un sogno nuovo
                        allargava
                        le braccia giocose
                        tinte di azzurro brillante.
                                                          Avevo un sogno
                                                          un tempo,
                                                          era azzurro brillante,
                                                          andava a passi regali
                                                          e colorava i miei giorni
                                                          di vivaci pastelli...
                                                                  arrivarono i venti.
                                                                         Pian piano sfocò, 
                                                                         impallidì 
                                                                         frantumò in  nembi
                                                                         distratti e confusi.
                                                                                                    Fra le timide lacrime      
                                                                                                    scorsi l'orizzonte lucente
                                                                                                    alzai lo sguardo             
                                                                                                    un sogno nuovo            
                                                                                                    allargava                   
                                                                                                    le braccia giocose       
                                                                                                    tinte di verde smeraldo.
                                                                                                                                       Avevo un sogno
                                                                                                                                       un tempo,
                                                                                                                                       era verde smeraldo....             

 
Aria

venerdì 22 gennaio 2010

Sorella del sonno

.
.
.
.
.
.





Da quella porta aperta

il ricordo entra senza invito

Invade lo spazio

Sembra voglia rubare

ancora

le mie speranze.

L'aria si sposta


l'ombra mi ingoia


E' Lei

che viene a cercarmi...

Corro a chiudere a chiave

Non aprite quella porta!

Almeno finché

non avrò sepolto

tutti i miei sogni

in fondo al mare.








Aria






10/02/2008

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martedì 12 gennaio 2010

Notti

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.
.
.
.
Nelle notti
in cui il mio corpo è perduto
mi rifugio nelle ombre del tetto
che cullano il dolore
e lo proteggono dai raggi di luna
attratti dal mio cuore
nudo.

Chiudo gli occhi

.         .        .         .
  .     .      .    .        .
.         .        .  
  .       .   .             .

le stelle - colpevoli -
spiano i miei sensi
legati con le corde
delle tenebre
Le mani  invitano i sogni
a varcare soglie negate
Il cuore suona con me
antiche melodie
Piango lacrime azzurre
che inventano un cielo
- il mio-
dove la notte
non c'è



Aria





















domenica 10 gennaio 2010

plenitudine

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Oh, qualcosa di non provato! qualcosa in un’estasi!


Completamente staccarsi dalle ancore, sganciarsi dagli altri!

Procedere libera! libero amare! scagliarsi con furia violenta!

Corteggiar la rovina con provocazioni e inviti!

.
.
Ascendere,
balzare
ai
cieli
d'amore
che
mi
son
designati!



Salire
sin
lassù
con
l'anima
mia
inebriata!




Perdermi, se così mi tocca!

Alimentare il resto della mia vita con un'ora di plenitudine e libertà!

Con un'ora fugace di pazzia e di gioia!

 
 
 
   
 
 
 
 
 
("Un'ora alla pazzia e alla gioia" Walt Whitman)
versione integrale e originale
 

martedì 29 dicembre 2009

echi

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E' finito un anno.


Un altro anno.

E' tempo di

rispolverare memorie antiche

archiviare nuovi insuccessi

ricordare le piccole conquiste

accettare vecchie cicatrici

apprezzare i miglioramenti

affidarsi, ancora, alla speranza

perdonare i miei errori

comprendere quelli degli altri

desiderare ancora ancora ancora e ancora

e sognare.

Continuerò a sognare.

Ma continuerò a ricordare che, a volte, la realizzazione dei propri sogni significa la distruzione di quelli degli altri....







Buon anno







Aria



 
 
 
27/12/2007
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
Foto: Johannes Barthelmes

venerdì 11 dicembre 2009

Perché le parole








          Perché le parole sono


contenitori di deserti polari mascherati di luci e colori e farfalle sintetiche
Maree di onde trasparenti e fresche piene d'azzurro e pesci volanti

Pietre di lande inquinate nere di pece e d’inganno
Collane di suoni rari da sgranare nel silenzio del giardino dell’anima

Frutti di un albero marcio
Carezze di un’anima bella

          le parole


accarezzano nutrono crescono amano sublimano
modificano se le sposti e le soffi nel tempo e nello spazio

          diventano

armi con cui colpire soffocare rinnegare e ferirsi
culle in cui raggomitolarsi nell'illusione della loro autenticità.

          perché le parole

sono macigni che ti si piantano nel petto e ti impediscono di respirare
sono aria: soffia, voleranno via.





le parole sono tutte
false
quando vestono
il vuoto
e si arrogano
significati
e spazi finiti


le parole sono tutte vere
se le lasci
nel tempo
in cui sono nate
e nello spazio
del loro
significato


nella
pelle
di
chi
le
ha
accolte






Aria




mercoledì 9 dicembre 2009

anima buia

.
.
.
.
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Quando l'angoscia spande il suo colore


dentro l'anima buia


come una pennellata di vendetta,


sento il germoglio dell'antica fame


farsi timido e grigio


e morire la luce del domani.




("Quando l'angoscia"  Alda Merini)
versione integrale






sabato 5 dicembre 2009

non dimenticarmi

.
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.
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E' sdraiato accanto a lei. Lei sta sotto la seta con gli occhi chiusi, accarezza gli occhi, la cavità degli occhi, la bocca, la linea del volto, la fronte. Cerca alla cieca un altro volto, attraverso la pelle, le ossa. Parla. Dice che quell'amore è terribile a viversi. E grida.

("Occhi blu capelli neri" Marguerite Duras)
































Promettimi che mi dimenticherai.
Perché così anch'io potrò dimenticarti,
e potrò smettere di cercare i tuoi occhi in altri occhi,
non cercherò il tuo odore su un'altra pelle,
ascolterò altre canzoni,
amerò.

Promettimi di non dimenticarmi.
E così anch'io non ti dimenticherò.
E smetterò di cercare il tuoi occhi in altri occhi,
non cercherò il tuo odore su un'altra pelle,
ascolterò altre canzoni,
mi amerò.



Aria





mercoledì 2 dicembre 2009

parole e ombre


Le tue parole sulle mie ombre. Le mie  ombre sul tuo corpo.




Ho fatto l’amore con un sogno
in un letto di fiori
sotto un cielo di lucciole
Il mio corpo aderiva
alla notte
che mi respirava addosso
e stringeva il desiderio
Mi invadevano mani di parole
e abbracci di tempo
Conchiglie d’argento
mi portavano echi
di onde randagie
Fra i capelli intrecciati fili d’erba
e speranze d’amore
Avvolta tra un’ombra e un sospiro
sorridevo mentre una frivola nebbia
sussurrava sapori di frutta matura.



Quando ho aperto gli occhi
accanto avevo un’illusione.



Fra le dita


un petalo.

























Lascio cadere le tue ombre sul mio corpo, lascia cadere le mie parole sulle tue ombre.

Aria

giovedì 26 novembre 2009

Lasciami rimanere qui

.
.
.
.
.
.
Lasciami
rimanere qui
avvolta nel tempo
aggrappata ad un eterno presente


Lasciami
rotolare nelle onde
accarezzata dalla corrente
e pensare che questo è il mio luogo

Lasciami
correre in tondo
così che non mi perda
e possa ancora trovarmi
in te

Lasciami
sognare l'odore del mare
e fai che nessun frastuono
mi svegli

Lasciami
rimanere
qui
vicino
a
te...





























Aria


 

martedì 24 novembre 2009

come alberi

.
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.
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Vorrei vivere in un bosco, dove la quercia e il faccio i rovi e il muschio hanno uguale diritto di sopravvivenza, tutt'al più c'è qualche fungo parassita che fa il furbo. Dove non senti commenti sul colore del tronco, o ti guardano male perché hai le foglie scompigliate. Oppure sotto il mare dove nessuno è più forte degli altri, ci si mangia a vicenda con equanime appetito.



[...]























Non esistono alberi brutti o belli. Il tempo dell'albero somiglia al mio, è il tempo curato e riempito di vita, il tempo più bello che ci sia al mondo. Guarda quell'albero, ha il tronco che sembra ritorto da qualche mano gigante. E' bello come quel pioppo diritto e superbo. E quel pino? Si è inclinato e sghembato, per cercare il sole. Belli, tutti. In ogni stagione. Eternamente vivi, frustati dalla pioggia, piegati al vento e poi di nuovo immobili.

("Achille piè veloce" Stefano Benni)







Tornerò fra qualche giorno. O mai. O dopo. Prima o poi.

venerdì 20 novembre 2009

tangibile assenza







Stringere le dita

intorno al tuo nome
fino a che si frantuma
Consentire ai frammenti
di penetrare nella carne
fino a quando il tessuto si lacera
Sentire un dolore intenso
paragonabile solo
alla tua assenza





















27/10/2008




foto: Carla Salgueiro

giovedì 19 novembre 2009

lacrime

.

Le lascio scorrere

Arrivano improvvise.

Nessun segnale.
Appena sveglia.
Di notte.
Mentre scrivo.
Mentre parlo.
Mentre ascolto.
Mentre mangio.
Mentre rido.
Mentre guardo.
Così.


Tu non le puoi vedere.


Io, sì.
Lucide, piene,  tiepide.
Lentamente vanno
al loro destino.
Indugiano sulla pelle.
Tracciano cicatrici invisibili.
E vanno verso il nulla.

Non sono che questo, il loro scorrere.
Dolore che cola.
Verso il nulla.












 




Cos'hai? Nulla. E' l'assenza.





19/09/2008
foto: Leanne Lim-Walker



lunedì 16 novembre 2009

come il fiume senza fine che passa e resta

.
.
.

Il presente è quasi inesistente, un sospiro, un soffio appena percettibile.
Mentre respiro già l'aria è finita, è diventata un ricordo e penso al futuro
che ancora non esiste, sta per essere vissuto, trascorso, passato.
E' tutto ciò che ho, un presente veloce, un istante, proiettato nel desiderio
di essere consumato,  ripetuto, rinnovato...

Mi piace l'illusione che  il presente sia puro istinto, sia un cocktail di emozioni e di sentimenti.  Mi seduce il desiderio di vivere ogni istante come fosse l'ultimo, unico. Illusione.  Quanti di questi meravigliosi momenti vivo consapevolmente, con la volontà di abbandonarmi alla corrente della mia anima? Il tempo mi fagocita. A volte penso che questo istante sia solo una somma, il risultato di addizioni-moltiplicazioni-divisioni di attimi vissuti uno appresso all'altro, che sia solo il risultato del mio passato. A volte penso che quest' attimo,  il presente, l'ora, sia solo un investimento per il futuro, una semina. Spesso penso che  il tempo mi venga rubato dalla quotidianità . In tutto ciò l'istinto ha davvero poco peso.

Quanti attimi riesco, davvero, a cogliere del mio presente? E' la percezione del tempo, che fa la differenza.

Il dolore congela l'oggi, il presente   rallenta    ristagna          d   i  l  a  t  a.     Non passa. E' pietrificato in una lacrima ferma lì, sul bordo della palpebra. Non torna indietro. E non va avanti. E brucia. Senza consumarsi. Il dolore è l'infinità.

La felicità è nell'intensità di un attimo. La stessa felicità diluita, spalmata in più attimi perde l'impeto che ci rende consapevoli di vivere un momento felice e così lo lasciamo andare, relegandolo nella normalità. La felicità è un lampo. E'

un istante in cui la logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, da uno sguardo, da un sogno, un abbraccio, in cui un frammento diventa un tutto, così intenso che diventa
un istante in cui la logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, da uno sguardo, da un sogno, un abbraccio, in cui un frammento diventa un tutto, così intenso che diventa
un istante in cui la logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, da uno sguardo, da un sogno, un abbraccio, in cui un frammento diventa un tutto, così intenso che diventa
un istante in cui la logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, da uno sguardo, da un sogno, un abbraccio, in cui un frammento diventa un tutto, così intenso che diventa
un istante in cui la logica rete delle sequenze causali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, da uno sguardo, da un sogno, un abbraccio, in cui un frammento diventa un tutto, così intenso che diventa
un istante ........
.                          .             .        .        .              .                    .                      .                       .            .       .
    .               .               .                    .                  .          .             .     .              .          .             .           .          .
 .        .             .                  .      .           .                    .              .             .              .                     .        .           .

Frammenti di tempo, infilati come perle sul filo del ricordo. Pochi, quelli che continuano a palpitare insieme al cuore. Preziosi frammenti di aria.

...è tutto ciò che ho, un presente veloce, un istante, proiettato nel desiderio di essere consumato, ripetuto, rinnovato.




Aria


















Guardare il fiume fatto di tempo e d’acqua


e ricordare che il tempo è un altro fiume.


Sapere che ci perdiamo come il fiume

e che passano i volti come l’acqua.







(Arte poética - Jorge Luis Borges)


Sbirciando nella mia pagina di ShinyStat (statistiche web), ho  trovato le mie parole in questo link http://www.mauroottaviani.it/slide_istanti_1/
Ringrazio il gestore del sito per quello che considero un regalo inaspettato. La sequenza di foto scelte nello slideshow è affascinante, frammenti di tempo impressionati in un istante. Grazie.
Aria







nota

I post etichettati col tag "echi" sono ritorni di parole, ripubblicazioni di pensieri posati nel tempo andato in due blog sul portale di Libero (che non ho cancellato nonostante li ritenga finiti). Per ragioni ogni volta diverse ho voglia di sentire l'eco di quel passato, qui.

altrove

Lettori fissi





Cara, amica mia cara,
ciò che riceverai sono oggetti da riempire, come lo è la vita d'altronde. Riempire con le tue scintille di bellezza che assomigliano un po' alle mie - altrimenti perché saremmo amici? continua

infiniti cristalli, brandelli di trasparenze raccolti ai bordi di un'anima fragile, se frugo in me non trovo che questo: frammenti di aria.

passato prossimo

... .. . ..

. . . . .